Debutta a Milano il Movimento animalista dell'ex ministro Brambilla

Bruno Cirelli
Settembre 16, 2017

Michela Vittoria Brambilla, apre la sua lunga campagna elettorale. Sabato - nella direzione nazionale a porte chiuse alla quale parteciperanno tutti i 20 coordinatori regionali e i rispettivi vice, i tesorieri, gli aderenti ai coordinamenti (sono centinaia i responsabili a tutti i livelli, sul territorio) - verranno approvate le linee guida del programma che sarà ovviamente incentrato sui temi della difesa degli animali (dal riconoscimento in Costituzione dei loro diritti alle leggi per la loro protezione) e dell'ambiente, come la difesa del suolo dal dissesto idrogeologico. Una vera ecatombe ha colpito la nostra regione a cui si è aggiunta una stagione priva di precipitazioni come non accadeva da tempo e basta davvero poco, non serve avere un cervello brillante per capire che la richiesta avanzata non è una presa di posizione, non è l'essere animalista che impone certe scelte ma è questione di logica, di intelligenza, di buon senso, di rispetto ed etica. Com'è giusto che sia, trattandosi di una forza che aspira a determinare la politica nazionale.

La "scaletta" definitiva non è ancora stata diffusa, ma si parla anche di "sorprese". Brambilla - apprezzano la novità di un partito che, per la prima volta, nella sua agenda di governo dà priorità alla tutela degli animali e dell'ambiente. Ora dobbiamo entrare nel merito e far conoscere al più vasto pubblico possibile da dove vogliamo cominciare: la riforma della Costituzione, le modifiche al codice penale, l'introduzione di un sistema veterinario mutualistico a beneficio dei proprietari di animali economicamente più deboli e le classiche battaglie animaliste. A cominciare da quella contro la caccia: quest'anno, dopo la siccità e gli incendi, i cacciatori si macchiano di un doppio delitto contro la biodiversità: aggiungono la loro strage a quella compiuta dal caldo killer, in pieno spregio di tutti gli appelli delle associazioni protezioniste e soprattutto dell'Ispra. In cima alle priorita' - ricorda ancora Brambilla - c'e' sicuramente la difesa del suolo. "D'altra parte, a differenza di chi ci governa e si autodefinisce "ambientalista", non possiamo tollerare di vivere in un Paese, dove, tra le altre iatture, sette milioni di persone sono esposte a catastrofi naturali, il Paese dei cento campanili e delle cinquecentomila frane, il Paese dove un temporale a Livorno fa gli stessi morti del passaggio dell'uragano Irma sull'intero stato americano della Florida, il Paese - sembra un indovinello - che brucia d'estate ed annega d'inverno".

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