Vaccini, bimba respinta all'asilo a Udine: la mamma chiama i carabinieri

Barsaba Taglieri
Settembre 13, 2017

Ma non era difficile prevedere che qualcuno si sarebbe presentato a scuola con i legali (già tre famiglie milanesi hanno presentato denuncia contro tre istituti scolastici per possibile violazione della privacy) o che sarebbero stati chiamati i carabinieri nella speranza di forzare l'ingresso a scuola. Uno slogan del movimento "No vax". Tanto da decidere di raccontare l'episodio sul proprio profilo Facebook, con foto, nome e cognome della bambina. La legge sui vaccini prevede diverse opzioni ovvero la presentazione di un'autodichiarazione in cui si indica quali vaccinazioni sono state effettuate, esonero, omissione o copia della richiesta di appuntamento presso l'Asl per la vaccinazione.

La loro posizione è quella di chi rifiuta una normativa studiata per tutelare tutti i bimbi, obbligando i genitori a vaccinare i propri figli se vogliono che questi siano ammessi negli asili e nelle scuole. Documento assolutamente non conforme ai fini della legge che pertanto rifiuto di firmare.

"Chiedo che i dati personali vengano trattati solo dal dirigente scolastico, come autorizzato dal Garante della Privacy". La mia risposta è stata "Può, eccome se può".

Ma ieri la donna ha riportato la figlia a scuola senza i documenti richiesti e, a fronte della nuova richiesta del personale di firmare i certificati, la signora ha richiesto l'intervento di Carabinieri e Polizia locale che hanno solo registrato l'episodio.

Chiamo un legale, è occupato, chiedo di essere richiamata. Attendo, nel frattempo mi raggiunge Erika per darmi sostegno.

Nel tentativo di rifiutare questa imposizione, i due genitori si sono rivolti ai carabinieri che, una volta accertata l'assenza della documentazione obbligatoria, hanno confermato ai genitori il divieto per il bambino di accedere alla scuola dell'infanzia.

Perciò, siccome anche lui può solo verbalizzare, non può esprimersi in merito, ma io non posso lasciare la bambina in asilo. In poche parole io avrei dovuto tenermi a casa la bambina e prendermela con la regione in quanto 'avendo un documento prodotto dal legale rappresentante che sostiene che non sei in regola quindi la bambina non può frequentare e tu ti presenti lo stesso assumi un atteggiamento di sfida nei confronti dell'asilo' pertanto, visto che, nonostante io sia in regola con la legge, come anche scritto nella circolare ministeriale, ho dovuto portare a casa Valentina alle 13.00, tramite avvocato ho presentato una diffida legale. Tutto ciò con Andrea di neanche 2 anni al seguito. Il personale dell'istituto aveva già richiamato venerdì la donna, ricordandole l'obbligo di presentare l'autocertificazione.

Come era prevedibile dopo le tante polemiche preventive sul decreto legge sull'obbligatorietà dei vaccini con l'inizio dell'anno scolastico non potevano che nascere dispute sulla vicenda. Per adesso abbiamo trovato una maestra, più una ragazza che è in prova.

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