Ogm: Corte Ue, non si possono vietare senza l'evidenza di gravi rischi

Bruno Cirelli
Settembre 13, 2017

Non possono adottare misure di emergenza sugli Ogm senza che sia evidente l'esistenza di un grave rischio.

L'Italia ne ha vietato la coltivazione con un decreto adottato nel 2013, ma adesso il provvedimento è ritenuto illegittimo.

È quanto indicato dalla Corte di giustizia europea in una sentenza emessa oggi, mercoledì 13 settembre.

Con questa pronuncia, la Corte di fatto accoglie l'interpretazione che era stata proposta a marzo dall'avvocato generale. Giorgio Fidenato e altri hanno coltivato mais MON 810 in violazione del citato decreto, ragion per cui sono stati perseguiti penalmente. Nonostante ciò, nel 2013 il governo italiano ha adottato un decreto che vietava la coltivazione del MON 810 nel territorio italiano. In tale contesto, "qualora non sia accertato che un prodotto geneticamente modificato possa manifestamente comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l'ambiente, né la Commissione né gli Stati membri hanno la facoltà di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione di mais MON 810". Alla Corte Ue si è dunque rivolto il Tribunale di Udine, chiedendo di fatto se in materia alimentare sia possibile adottare misure di emergenza sulla base del principio di precauzione.

La Corte ricorda "che tanto la legislazione alimentare dell'Unione quanto la legislazione dell'Unione concernente gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati sono volte ad assicurare un livello elevato di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori, garantendo al contempo l'efficace funzionamento del mercato interno, del quale la libera circolazione degli alimenti e dei mangimi sicuri e sani costituisce un aspetto essenziale". Nel pronunciamento si sottolinea anche come "il principio di precauzione, che suppone un'incertezza scientifica sull'esistenza di un determinato rischio", sia "non sufficiente per adottare tali misure".

"L'agricoltura italiana - conclude la Coldiretti - è diventata la più green d'Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e con la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene peraltro in 23 Paesi sui 28 dell'Unione Europea". La Corte apre all'azione nazionale, invece, qualora la Commissione non abbia ancora deciso.

In tali circostanze, i giudici nazionali sono competenti a valutare la legittimità di quelle misure.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE