Favignana, detenuto aggredisce poliziotto. Sappe: "Il sistema non regge più"

Barsaba Taglieri
Settembre 13, 2017

Nella sala colloqui del carcere, un detenuto ha saputo che era stato respinto il colloquio con la figlia per mancanza di idonea documentazione ed ha aggredito l'Assistente Capo di Polizia Penitenziaria addetto ai colloqui. A sollevare il problema è il Sappe, organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa nel Corpo di Polizia Penitenziaria, che sollecita per la seconda volta un intervento del direttore della struttura penitenziaria, Antonio Gelardi, per arginare il problema del fumo passivo nel Penitenziario. Secondo quanto riferito dal sindacalista, l'aggressione è stata particolarmente violenta: il poliziotto è stato colpito con una serie di pugni al volto ed è stato necessario il suo trasporto in ospedale. Minacce che sono diventate sempre più gravi e ripetute. Drammatica la situazione degli agenti penitenziari che a Foggia sfiorano appena le 100 unità rispetto a una dotazione organica drammaticamente ferma al 2001. Non sono serviti a nulla, se non a dare visibilità a chi evidentemente nulla sa di carcere e detenuti (e men che meno di Polizia Penitenziaria, che infatti non aveva alcun suo appartenente a presiedere uno dei tanti tavoli tematici degli Stati Generali)...

Questi 'professori' che conoscono il carcere solamente sui libri devono capire che le celle delle carceri devono stare chiuse: altrimenti si consente ai detenuti di girare per le sezioni detentive tutto il giorno senza fare nulla, a tutto discapito della sicurezza e della incolumità dei poliziotti penitenziari.

"Nel carcere di Foggia - conclude il segretario nazionale del Co.s.p - ci sono 600 reclusi, ma tra questi figurano anche numerosi pregiudicati sottoposti a misure di protezione e di alta sorveglianza".

"Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, e questo è gravissimo". Il Sappe si dice pronto a ricorrere al Tribunale per tutelare il diritto alla salute della Polizia Penitenziaria e quella degli stessi detenuti. "E coloro che hanno la responsabilità di guidare l'Amministrazione Penitenziaria si dovrebbe dimettere dopo tutti questi fallimenti". Pertanto è in vigore una vigilanza dinamica, nel senso che i detenuti sono lasciati liberi di circolare ed è probabilmente per questo che il detenuto ha percepito come un abuso una normale perquisizione della cella.

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