Ddl Antifascismo, ok della Camera: la proposta Fiano passa al Senato

Bruno Cirelli
Settembre 13, 2017

I voti a favore sono 261, i voti contrari 122 e 15 gli astenuti.

I commenti piu' morbidi, dalle parti di FI, tendono a sottolineare l'inutilita' del provvedimento. Si tratta di una sconfitta invece per il capogruppo di Fratelli d'Italia-AN, Fabio Rampelli, che attacca il provvedimento passato alla Camera dicendo: "Vuole mandare in galera chi produce il vino 'bevo nero e me ne frego', introduce la persecuzione della libertà di opinione".

Il testo porta la firma del deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano, che assieme ad altri 45 parlamentari ha anche chiesto lo scioglimento di Forza Nuova dopo l'organizzazione, da parte del partito di destra, di una manifestazione nella capitale il giorno dell'anniversario della "marcia su Roma" di mussoliniana memoria. "Il principio di libertà è alla base della legge che noi abbiamo fortemente voluto". Chi l'avrebbe mai detto?

Il prossimo 14 settembre avvocati, esperti del diritto e politici provenienti dai paesi del G7 si confronteranno a Roma precisamente su questi nodi che sono in realtà tra i più intricati.

Come da copione, la votazione non è andata incontro a clamorose sorprese, e la legge è stata approvata con i voti a favore oltre della maggioranza anche della sinistra.

- STOP IMMAGINI E GADGET: è vietata, perchè costituisce reato, la propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie, anche solo mediante la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a tali partiti o ideologie; non sarà inoltre consentito richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie.

Ora, per quanto riprovevole l'ideologia fascista possa essere, quando le condotte si limitano alla sola propaganda, rientrano evidentemente nell'art. Questa disposizione è stata oggetto di diversi interventi interpretativi della Corte costituzionale, la quale ha limitato l'applicabilità nel senso di andare a qualificare come penalmente rilevanti solo quelle ipotesi di apologia concretamente idonea alla riorganizzazione del partito fascista, casi di "istigazione indiretta a commettere un fatto idoneo alla riorganizzazione".

In più, c'è "l'aggravante se tutto questo viene attuato attraverso strumenti telematici o informatici", ovvero attraverso internet.

Pertanto, "chiunque promuove od organizza sotto qualsiasi forma la ricostituzione del disciolto partito fascista" e "chiunque pubblicamente esalta esponenti, principii, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista", è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e la multa da 1.032 a 10.329 euro.

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