Catania, Pulvirenti: "Chiedo scusa ai tifosi"

Bruno Cirelli
Settembre 13, 2017

Dopo due anni di silenzio, è andata in scena questa mattina a Torre del Grifo una conferenza stampa di Antonino Pulvirenti. Sono state azzerate le pendenze con l'erario, con gli Istituti di credito e gli impegni legati al concordato preventivo di Windjet, di cui rimane da pagare una sola rata, con scadenza 2018.

Non mancano i riferimenti al passato e a quello che il proprietario del club giudica il suo più grande errore: "Cosentino entra nel Catania nell'anno di Gasparin". Il suo sguardo proiettato al futuro del Catania, ma anche al presente: "Il Catania oggi è vivo e vegeto". Durante quella conferenza ho detto che volevo vendere il Catania e la seconda è che avrei fatto di tutto per mantenere il Catania. "È stata un truffa nei miei riguardi, e le vicende giudiziarie lo dimostreranno, ma questo non toglie nulla al fatto che il mio comportamento sia moralmente riprovevole e non giustificabile in alcun modo".

Nessuna trattativa seria per la cessione del club, sul quale "pesa" il valore di Torre del Grifo, tanti soldi per evitare la morte calcistica del Catania e oggi la luce in fondo al tunnel. "Oggi posso dire che il debito è stato ripristinato e si può passare al rilancio del Catania". Ma l'ho detta, e quindi chiedo scusa alle persone che si sono sentite offese. "Resta il problema morale sui treni del gol visto che sono responsabile, ma su quella vicenda credetemi sono stato truffato".

Il patron del Catania tiene a precisare, però, come per la squadra non sia stata mai fatta un'offerta "nemmeno un euro", ma si dichiara pronto a fare un passo indietro nel caso in cui ci fosse.

Inevitabile l'argomento piu' spinoso, quello giudiziario culminato con l'arresto di Pulvirenti per la compravendita di partite di calcio nell'inchiesta della Procura di Catania denominata 'Treni del gol': "Ho sempre avuto dei dubbi su come sono andate realmente le cose".

Pulvirenti e Lo Monaco oggi in sala stampa
Pulvirenti e Lo Monaco oggi in sala stampa

Ci prova Pulvirenti a volare basso, ma capisce che il popolo rossazzurro non si fida, non può fidarsi, e aspetta segnali.

E allora facciamo come dice "il Presidente": un pizzico di scetticismo, il giusto distacco per capire come si muoverà Nino Pulvirenti e il Catania e poi la granitica certezza che tutto scorre, tutto passa, eccetto quei colori che resteranno lì per sempre: il rosso e l'azzurro. Questo è stato il più grande errore che ho fatto.

Se fossi un tifoso non so se avrei fiducia in Pulvirenti. Oggi grazie al lavoro fatto dal Direttore e le risorse messe dal Gruppo, possiamo guardare al futuro con un certo ottimismo. Un errore può capitare a tutti, ma il mio è stato grosso ed ha coinvolto tante persone. Secca la risposta a chi gli chiede quando tornera' allo stadio: "Provo disagio ad andare allo stadio, nonostante mi abbiano tolto il Daspo". Nei Treni del Gol il giudice Artico ci da il massimo della pena, ma nessuno condanna Arbotti. Questi sono i dubbi che questa vicenda si porta dietro.

"Mi sono illuso di poter entrare a far parte di un mondo lontano dalla realtà che potevamo affrontare e alla fine ho sbagliato". È' stato per me l'avvio del riscatto, la volontà c'è stata sin dal primo giorno.

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