Papa Francesco: "Bene l'Italia sui migranti". Sul clima: colpa nostra

Bruno Cirelli
Settembre 12, 2017

Da bordo dell'aereo papale che lo riporta dalla Colombia dove è stato in visita (ha anche avuto un piccolo incidente sulla papamobile, si è ferito sbattendo la testa) papa Francesco sembra voler rivedere e calibrare meglio le sue posizioni sui migranti. È stato scritto di un suo incontro con il premier Gentiloni: avete parlato di questo? "Prima di tutto l'incontro con il primo ministro è stato un incontro personale e non su questo argomento: è stato prima di questo problema, che è venuto fuori alcune settimane dopo".

"Io sento il dovere di gratitudine per l'Italia e la Grecia, perché hanno aperto il cuore sui migranti", dice il Pontefice. Ma un governo deve gestire il problema migranti con la virtù propria del governante, cioè con prudenza. E dunque, primo: vedere quanti posti hai. Secondo: "non solo ricevere, ma integrare", ha detto rispondendo ai giornalisti in volo dalla Colombia. Ho visto esempi in Italia di integrazioni bellissima.

"E c'è un'ultima cosa che voglio dire e che vale soprattutto per l'Africa - aggiunge Francesco -". Tre: c'è un problema umanitario. L'umanità prende coscienza di questi lager, delle condizioni in Libia, nel deserto. E che cosa pensa della politica di chiusura delle partenze, considerato che i migranti che restano in Libia vivono in condizioni disumane? Ma: "il cuore sempre aperto, prudenza e integrazione, e vicinanza umanitaria". Poi però c'è il nostro inconscio collettivo che pensa: l'Africa va sfruttata. "L'Africa è amica e va aiutata a crescere".

Papa Francesco è ritornato dal viaggio in Colombia. E' ironico. "Mi sono sporto per salutare i bambini e non ho visto il vetro, e... pum!" Ciascuno ha la sua responsabilità morale e i politici hanno la loro.

Osserva il Papa: "Si vedono gli effetti del cambiamento climatico e gli scienziati indicano chiaramente la strada da seguire e tutti noi abbiamo una responsabilità, tutti, chi una responsabilità piccolina chi una più grande; una responsabilità morale oppure la responsabilità di prendere decisioni". Che uno chieda agli scienziati e poi decida. "Mi viene in mente una frase dell'Antico Testamento: l'uomo è uno stupido, un testardo che non vede". La superbia, la sufficienza... e poi c'è il "dio tasca".

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