Disoccupazione in calo E per le donne è record

Paterniano Del Favero
Settembre 12, 2017

Rispetto al primo trimestre del 2017, i dipendenti sono aumentati di 149mila unità (+0.9%) e in oltre otto casi su dieci si tratta di contratti a termine (+123mila, +4.8%). Nel complesso, l'economia dei Paesi dell'area Euro è cresciuta dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,2% nel confronto con lo stesso trimestre del 2016. Il tasso di occupazione sale, così, al 57,8%; l'incremento è più accentuato per i 50-64enni (+0,4 punti) in confronto ai 35-49enni e ai 15-34enni (+0,2 e +0,1 punti).

Nel mezzogiorno effetto bonus Sud I dati del secondo trimestre 2017 dell'Istat evidenziano un aumento congiunturale degli occupati, sono 78mila in più rispetto al trimestre precedente, che interessa soprattutto il Mezzogiorno (+0,7%) -anche per effetto degli sgravi contributivi per le assunzioni al Sud -e in maniera meno consistente il Nord (+0,3%). Il tasso di occupazione - prosegue la Nota - cresce di 0,2 punti, mentre quello di inattività cala di 0,4 punti.

In generale, l'economia italiana ha registrato una crescita del Pil dello 0,4% in questo secondo trimestre del 2017 e dell'1,5% sullo scorso anno. I dati mensili più recenti (luglio 2017) mostrano, al netto della stagionalità, un aumento degli occupati (+0,3% rispetto a giugno, corrispondente a +59mila unità), che riguarda sia i dipendenti sia gli indipendenti.

Dopo tre trimestri di crescita, nel secondo trimestre del 2017 torna a diminuire il numero dei disoccupati, che scendono a 2 milioni e 839 mila, ossia -154 mila in un anno (-5,1%). Resta pressoché invariato il tasso di disoccupazione nella fascia d'età 15-34 anni. Tale incidenza risulta in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a giugno. A fronte della riduzione complessiva delle transizioni dalla disoccupazione all'occupazione (-3,1 punti), i flussi dai disoccupati verso i dipendenti a tempo determinato aumentano (+0,9 punti). In termini congiunturali si registra una diminuzione dello 0,1% delle retribuzioni e dello 0,5% degli oneri sociali e, quale loro sintesi, un calo dello 0,2% del costo del lavoro.

I dati non sono altrettanto positivi se si prende in considerazione il solo mercato del lavoro femminile, per quanto la situazione tenda a migliorare. Eppure tutto questo ambaradam si traduce in una semplice frazione, dove al numeratore stanno gli occupati e al denominatore la forza lavoro delle coorti di età considerate.

"Su una stagione già difficile per il caldo e la siccità - aggiunge la Confederazione - vanno poi segnalate le difficoltà determinate in agricoltura dall'abrogazione dei voucher per gli inammissibili ritardi burocratici nello sviluppo della procedura informatica dell'Inps che di fatto impediscono alle imprese agricole l'accesso agli strumenti che hanno sostituito il sistema dei buoni lavoro, dalla vendemmia alle diverse campagne di raccolta".

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