Di altri due bimbi ricoverati per malaria

Bruno Cirelli
Settembre 12, 2017

Così Raniero Guerra, capo della task force che sta conducendo le indagini sulla morte della piccola Sofia, avvenuta pochi giorni fa. Lo riferisce il procuratore di Trento Gallina a proposito della comunicazione verbale ricevuta sull'autopsia effettuata a Brescia per la bimba di 4 anni lunedì, dopo i ricoveri anche a Portogruaro e a Trento. Sofia potrebbe essere stata contagiata mentre era ricoverata in Pediatria all'ospedale di Trento in contemporanea a due sorelline di 4 e 11 anni del Burkina Faso colpite da malaria nel loro Paese.

"L'ipotesi maggiormente accreditata, quindi, potrebbe essere quella del bagaglio perché in Europa sono stati segnalati casi di questo tipo soprattutto in persone che vivono nei pressi di aeroporti o personale che lavora all'interno degli stessi scali".

I medici che hanno avuto in cura la piccola Sofia non riescono a trovare una spiegazione plausibile: la famiglia, infatti, ha trascorso le vacanze a Bibione, in Veneto, senza recarsi né all'estero né in Paesi a rischio malaria.

Ieri un media nazionale ha ipotizzato anche la presenza di un'infermiera Killer al santa Chiara, ma naturalmente si tratta di una pista fantascientifica, come quella che ritiene che la malaria sia stata trasmessa attraverso strumenti non sterilizzati e non monodose.

Non sono in pericolo di vita, ma la diagnosi per due bambini ricoverati Policlinico della Federico II di Napoli è di malaria.

Se venisse confermato che il caso di malaria della bambina morta a Brescia è autoctono e trasmesso dalla zanzara sarebbe il primo da vent'anni.

Una bambina di quattro anni, Sofia Zago (nella foto di apertura con i genitori), ricoverata agli Spedali Civili di Brescia, è morta per malaria. Le indicazioni in questo caso sono molto semplici: vestirsi con abiti ampi che non lascino scoperte la pelle e coprano in modo particolare polsi e caviglie e ricorrere all'utilizzo di zanzariere, sia di notte che di giorno, cospargendole di adeguati presidi chimici in grado di respingere le zanzare. La zanzara in questione è presenta in Italia? La malaria per esempio era stata dichiarata debellata dall'organizzazione mondiale della sanità dal 1970 in Italia.

La causa dell'infezione potrebbe essere ricercata nella puntura di una zanzara. "Per la nostra conoscenza non esistono in Trentino e in Italia vettori idonei alla trasmissione della malaria".

Successivamente, sabato 2 settembre, la bambina è stata nuovamente ricoverata in Pediatria al S. Chiara. I due bambini sono guariti. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles (nella foto qui sopra).

Intanto è giallo sul contagio: come la bambina ha contratto la malaria? La morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore. Un conto è spiegare tecnicamente cos'è una malattia, un altro è verificare le ragioni della trasmissione del parassita della malaria nel caso della bambina deceduta.

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