Torna la malaria in Italia, flagello portato dalle zanzare

Barsaba Taglieri
Settembre 11, 2017

Una bambina di quattro anni, ricoverata agli Ospedali Civili di Brescia, è morta per malaria. Quando è entrata in ospedale a Trento Sofia era cosciente ma, poco dopo, era entrata in coma.

Quindi potrebbe essere colpa del cambiamento climatico? Esiste anche una profilassi farmacologica che sarebbe utile praticar prima di recarsi un Paese dove la malaria è presente o endemica. Sono più di trent'anni che in Italia non si verifica un caso di trasmissione della malattia attraverso una zanzara autoctona.

Adesso una domanda prevale sulle altre: da dove è arrivata la zanzara Anopheles che ha trasmesso la malaria alla piccola Sofia Zago? Nei casi più gravi la morte può avvenire nel giro di un giorno. Nel medesimo ospedale trentino, una famiglia residente a Trento e originaria del Burkina Faso, di ritorno da un viaggio in quel Paese dove si era recata in visita a parenti, aveva fatto ricoverare due bambine con la malaria. Le trappole sono state installate nella notte tra lunedì e martedì scorsi, ma l'esito è stato negativo.

Vacanza a Bibione. La zanzara in una valigia? "Un'anofele l'ha punta - spiegò all'epoca Desideri - e quell'anofele non era come le altre che, seppur in modesta quantità ancora si trovano in Maremma". Il P. falciparum era, invece, presente sul territorio in estate e in autunno. Contrariamente a quanto si possa pensare, la malaria non è affatto una malattia "estinta", anzi, conta 500 milioni di casi all'anno, principalmente in Asia, Africa ed in America del Sud. Sul caso la magistratura ha aperto un fascicolo e al momento non si esclude che la piccola possa essere stata infettata da una zanzara giunta dall'estero in qualche bagaglio. Adesso ci sono ci sono alcune specie che possono veicolare la malaria vivax, una forma benigna molto meno pericolosa di quella indotta dal protozoo Plasmodium falciparum, causa della morte della bambina di Trento. Ma niente allarmismi. Una ripresa della trasmissione della malaria è poco probabile in Italia: uno dei pochi flagelli storici di cui siamo riusciti a liberarci non tornerà a fare paura.

Il caso a Grosseto risale al 1997, e a sua volta era il primo dopo 30 anni. A rischio moderato Sicilia e Sardegna, chiazzata di cerchi azzurri che segnalano la presenza di focolai sparsi di zanzare vettrici, su cui non ha potuto neppure l'inflessibile determinazione dei tecnici della Rockefeller Foundation nell'inondare l'isola di Ddt.

"Non vi e' alcuna emergenza o pericolo del diffondersi di questa malattia nella nostra regione - ha ribadito l'assessore. Il numero dei casi di malaria registrati in Lombardia nel 2017, 127 a oggi, sono assolutamente in linea con quelli degli ultimi anni (258 nel 2016, 297 nel 2015, 298 nel 2014), e riguarda - ha concluso - esclusivamente viaggiatori che hanno contratto l'infezione in Paesi tropicali".

No, perché la malaria non si prende per contagio diretto.

Questo particolare genere è tristemente famoso poiché vettore principale di trasmissione di numerose patologie parassitiche che colpiscono l'uomo, vettore principale del plasmodio della malaria, i vermi parassiti del genere Dirofilaria ed il virus della febbre chiamata O'nyong'nyong. "Si tratta di un caso che colpisce per la sua eccezionalità, anche se non deve allarmare" oltremodo, afferma su Repubblica il direttore del Centro per malattie tropicali dell'ospedale Sacro Cuore di Verona Zeno Bisoffi. Il paese che importa più casi è la Francia, in media quasi 2200, seguito dalla Gran Bretagna, circa 1800, dagli Usa (1500) e dall'Italia con appunto 637 notifiche. Se cambiasse lo scenario e gran parte delle loro risorse venisse utilizzato in loco, tutta l'architettura dello Stato italiano sarebbe costretta a mutare in senso federalistico, obbligando la Pubblica Amministrazione ad una cura dimagrante senza precedenti.

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