Ape sociale, Poletti: taglio contributi di 2 anni per lavoratrici madri

Paterniano Del Favero
Settembre 9, 2017

Alla scadenza del 15 luglio, le domande per accedere all'Ape sociale e al pensionamento anticipato per il lavoratori precoci erano state 66.409.

"È un passo avanti, ma non affronta il lavoro di cura che tutte le donne devono affrontare".

"Sulla constatazione che c'è stato un numero significativamente più basso di domande da parte delle donne per l'Ape social in ragione della carriera contributiva rispetto agli uomini, lavoreremo alla possibilità di abbassare di massimo due anni i requisiti contributivi per le donne con figli", ha confermato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti al termine dell'incontro con Cgil, Cisl e Uil.

Dal primo gennaio del 2018 scatterà l'unificazione dell'età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne con l'aumento di un anno per le dipendenti private e il passaggio a 66 anni e sette mesi. In sostanza, in base ai requisiti previsti nella riforma pensioni, il calco sarà più o meno il seguente: si potrà andare in pensione dagli attuali 30 a 28 anni per le lavoratrici disoccupate; dagli attuali 36 ai 34 anni per le lavoratrici impiegate in mansioni usuranti, ovvero anche insegnanti di scuola materna, nido e infermiere, sempre secondo le anticipazioni Ape social annunciate dal Governo.

In particolare, per le donne lo sconto sarebbe di sei mesi per figlio, fino a un massimo di due anni (con 4 figli). Mentre tra i temi troviamo innanzitutto la possibile apertura verso nuovi sconti contributivi per l'accesso all'anticipo pensionistico di stampo sociale, attraverso la costituzione di un'APE donna [VIDEO]. "E' sostanzialmente confermato l'impegno" a tornare al meccanismo di rivalutazione degli assegni pensionistici precedente al blocco dell'indicizzazione introdotto con il Salva Italia nel 2012.

Rimane invece aperta la discussione sull'ulteriore aumento dell'età pensionabile a 67 anni che dovrebbe scattare dal 2019. "Chiariamo un possibile equivoco", spiega il Segretario Nazionale Cgil Roberto Ghiselli: "il Governo, nell'incontro con il sindacato, non ha proposto per "tutte" le donne uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio, ma solo per la platea di chi può accedere all'Ape social, cioè poche migliaia di donne!". Con una coperta non troppo corta l'esecutivo potrebbe pensare inoltre di rendere ulteriormente appetibile l'Ape volontaria e potrebbe anche valutare una deroga all'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita per le sole attività maggiormente gravose (congelando l'aumento). L'intervento è stato illustrato dal Governo alle parti sociali nel corso del tavolo di confronto sulla previdenza di ieri.

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