Migranti, Msf: "Governi Ue alimentano business sofferenza in Libia"

Bruno Cirelli
Settembre 7, 2017

Nella giornata di ieri, Medici senza Frontiere ha inoltrato una lettera ai governi dell'Unione Europea, accusandoli di alimentare il "business della sofferenza in Libia" e chiedendo di finanziare non già il blocco delle rotte, bensì la creazione di vie legali e sicure di attraversamento delle frontiere. La forma più estrema di sfruttamento degli esseri umani basata sul sequestro, la violenza carnale, la tortura e la schiavitù. Con queste parole Joanne Liu ha aperto la conferenza. E i governi europei hanno scelto di trattenere le persone in questa situazione. La portavoce ha tuttavia evitato di rispondere alle domande dirette sulle prove di coinvolgimento della guardia di frontiera libica e sui finanziamenti che il governo italiano dà alle milizie che portano i migranti nei campi di detenzione in Libia.

Il "centro ufficiale" di Tripoli è il luogo dove confluiscono le persone raccolte dalla guardia costiera libica in acque territoriali. Che poi continua con un nuovo atto di accusa sulle condizioni in cui vivono o sono costrette a vivere le persone in Libia: "Sono trattate come merci da sfruttare. Vengono stipate in stanze scure, luride, senza ventilazione, vivono uno sull'altro". "La Libia - prosegue la lettera di Msf - è solo l'esempio più recente ed estremo di politiche migratorie europee che da diversi anni hanno come principale obiettivo quello di allontanare le persone dalla nostra vista. La gente non può essere riportata indietro in Libia, né può essere rinchiusa lì". Nella lettera, inviata anche al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, Msf denuncia la determinazione dell'Europa nel bloccare le persone in Libia a qualunque costo e chiede che gli inaccettabili abusi contro le persone trattenute arbitrariamente nei centri di detenzione cessino al più presto. Lo scorso agosto Msf, contraria al Codice di condotta per le ong del Viminale, data la situazione in Libia ha sospeso temporaneamente le operazioni di soccorso dei migranti nel Mediterraneo. "Vengono particolarmente prese di mira e violentate" ha denunciato la presidente internazionale di Msf, Joanne Liu, e "i leader europei sono complici" dello sfruttamento mentre "si congratulano del successo perché in Europa arriva meno gente" dall'Africa. Ha aggiunto che l'Ue è "coinvolta e vuole cambiare la situazione", tenendo presente che "la priorità di Msf e dell'Ue è quella di salvare le vite, proteggere le persone e rompere il business del traffico di esseri umani". "Le condizioni in effetti sono atroci", ha detto l'ex commissaria agli affari interni. Della lettera ha parlato anche la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem: in Libia i cosiddetti centri d'accoglienza non sono tali ma "sono prigioni" dove "la situazione era abominevole qualche anno fa" (quando era stata sul posto in persona come commissaria responsabile per la questione migranti) "e da allora non ho letto in nessun rapporto che la situazione sia migliorata".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE