Bimba morta di malaria, "contagio forse a Bibione"

Barsaba Taglieri
Settembre 7, 2017

Nel frattempo a Trento è stata aperta un'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti: il procuratore capo Marco Gallina sta raccogliendo tutte le cartelle cliniche della bimba relativi ai ricoveri degli ultimi giorni prima del decesso. Ora, oltre al dolore della famiglia attorno alla quale si stringe tutta la comunità trentina, restano incognite che spaventano e che troveranno, forse, una risposta solamente dopo lunghe ed approfondite analisi.

Non si esclude che la piccola possa aver contratto la malattia in ospedale, lo ha ribadito anche il ministro Lorenzin, e questa è l'ipotesi più grave. Indagini sono attualmente in corso per appurare questo scenario, ma c'è da sottolineare come molto raramente il contagio della malaria avvenga tra persona e persona: l'agente responsabile è la puntura d'insetto.

Era il 13 agosto e qui rimase tre giorni prima di essere portata in pediatria, a Trento. La commissione ministeriale ha poi visionato il reparto di Pediatria e la stanza di degenza della bambina, dov'è stato riscontrato che le finestre del reparto non sono apribili dai pazienti bensì solo dal personale medico e infermieristico a garanzia di ulteriore protezione nei confronti dei piccoli degenti. La vittima, Sofia Zago residente a Trento, non sarebbe mai stata in un Paese malarico, ma erano recentemente stati in vacanza a Bibione, in Veneto.

In queste ore i medici e gli esperti stanno cercando di dare una spiegazione al caso della bimba morta di malaria a soli 4 anni. La piccola era stata ricoverata prima per diabete a Portogruaro e a Trento, poi era tornata in quest'ultimo ospedale, dove una prima volta le era stata diagnosticata una faringite e una seconda la malaria, fatale poco dopo il trasferimento a Brescia. Secondo l'infettivologo dell'università di Brescia Giampiero Carosi, è probabile che la bambina sia stata contagiata da qualcuno che aveva contratto la malattia all'estero: "Quello che potrebbe essere successo - ha detto all'Ansa - è che qualcuno, di ritorno da un viaggio nelle zone colpite abbia "portato" il plasmodio e sia stato punto da una anofele 'nostrana' che a sua volta ha punto la bambina". Con i servizi di veterinaria e igiene pubblica cercheremo di comprendere le ragioni del caso, andrà fatta un' indagine.

I due consulenti effettueranno a Brescia l'esame, che risulterà decisivo per definire il ceppo della malaria e quindi il luogo del contagio. La diagnosi è stata eseguita nell'ospedale trentino: malaria. A questi due, da ieri, si aggiunge il caso della piccola Sofia Zago.

Quindi, è escluso che i due bimbi affetti da malaria (contratta durante un viaggio in Burkina Faso, loro Paese d'origine), ricoverati nello stesso periodo al Santa Chiara, abbiano trasmesso la malattia alla piccola Sofia. Era arrivata all'ospedale di Trento in condizioni disperate, sabato sera. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles.

Questo parassita non si trasmette da persona a persona a meno che non vi sia un contagio ematica ovvero il sangue del soggetto sano non entri in contatto diretto (trasfusione, scambio di siringa o di strumenti che lo veicolano) con il sangue di un soggetto infetto precedentemente punto da un vettore. La morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore.

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