Allarme antrace a Roma: i contagiati sono due

Barsaba Taglieri
Settembre 7, 2017

Ora scatta anche l'allarme antrace, da anni scomparso dalle cronache e dalle storie italiche: dopo la morte di una ventina di bobini e dopo il ricovero di un veterinario assieme ad un contadino, è scattato l'allarme nei campi del Tuscolo in località Molara, alle porte di Roma. "In questa fase trattiamo tutti come 'casi sospetti' e perciò abbiamo suggerito a chiunque avesse riscontrato sintomi particolari di sottoporsi a controlli sanitari".

"Non c'è pericolo imminente di contagio - dice il sindaco ai media - e l'area interdetta è centinaia di volte più grande del necessario". L'uomo è un dipendente di un'azienda agricola locale ed è il secondo che si è ammalato: il primo è stato un veterinario che è già guarito.

Alla Asl di Roma stanno monitorando la situazione e dettato prescrizioni che si sono poi trasformati in divieti per la popolazione: vietato il pascolo e l'ingresso di animali e persone dalla strada provinciale 73b, dalla strada statale 215 e da via Stella Polare. L'antrace, conosciuta anche come carbonchio e il cui nome scientifico è Bacillus anthracis, altro non è che una violenta infezione che può portare alla morta in una settimana, dieci giorni. Per questo è stato deciso di trasferire tutto il bestiame "in massima sicurezza" in un terreno nel comune di Rocca di Papa. E' un'infezione molto rara, ma il microorganismo può colpire l'uomo attraverso il contatto diretto con la pelle o i tessuti di animali infetti. Altri sintomi possono essere problemi respiratori e gastrointestinali. "Ma il sintomo più diffuso è quello della reazione cutanea", conferma Sigismondi. Per venerdì 8 settembre alle ore 15,30 nell'aula consiliare del Comune è stato fissato un incontro pubblico con i cittadini di Grottaferrata nel quale i vertici e i tecnici della Asl saranno a disposizione per fornire ogni spiegazione, chiarire direttamente ogni dubbio e dare tutte le informazioni sull'evolversi della vicenda.

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