Malaria: possibili zanzare-vettori anche in Italia

Barsaba Taglieri
Settembre 6, 2017

Dottor Morrone che idea si è fatto di questo caso che sta allarmando l'opinione pubblica e interrogando la comunità scientifica?

Il parassita che causa le forme più gravi di malaria è Plasmodium falciparum. Casi sporadici di malaria autoctona, verificatisi nel 1971 in Corsica, nel 1975-76 e 1999-2000 in Grecia, nel 1995-96 in Bulgaria, nel 1998 nel grossetano, nel 2014 in Sardegna, dimostrano che i potenziali vettori presenti nell'Europa meridionale possono infettarsi con plasmodi provenienti da zone endemiche. La ragazzina è stata portata in ospedale a Trento il 31 agosto per la febbre alta sicuramente a causa della malaria, ma i medici non hanno pensato che la bimba avesse contratto la malattia perché non aveva avuto comportamenti a rischio. Forse a prima vista nessuno, ma se prestate un po' di attenzione spunteranno uno ad uno.

Nello specifico, il 56% dei pazienti avrebbe contratto la malattia in Africa che è il continente più colpito dalla malattia. "Le anofele sono state sporadicamente segnalate nel nostro Paese e sono stati documentati anche casi di zanzare giunte qui dopo essere sopravvissute a un viaggio aereo intercontinentale (la malaria è diffusa prevalentemente nell'Africa Sub-sahariana, in Asia, in America centrale e del Sud, ndr), al punto che si sono registrati rarissimi contagi in personale aeroportuale". L'Italia si sta tropicalizzando e dunque le zanzare presenti nel nostro territorio potrebbero essersi adattate, o potrebbero farlo in un futuro prossimo, e diventare in grado di trasmettere il plasmodio malarico. "Lo scambio di siringa da una persona con malaria a una sana la trasmette".

"Purtroppo sì. Ricordo il caso del campione di ciclismo Fausto Coppi, che alla fine di dicembre del 1959, tornò in Italia dall'Alto Volta (oggi Burkina Faso), dove aveva partecipato ad alcune gare. Ricordo anche un altro caso di malaria in cui le zanzare erano arrivate dall'Africa in un souvenir, una maschera africana". E' un cambiamento del clima a far proliferare le uova di anofele in italia o soltanto un caso di trasmissione multipla attraverso una comune zanzara "italiana"? Gli stranieri rappresentano l'80%, per quanto riguarda quest'ultimi l'81% dei casi sono da registrarsi tra immigrati regolarmente residenti in Italia e tornati nel paese di origine in visita a parenti ed amici, definiti in letteratura come Visiting Relatives and Friends e indicati con l'acronimo VRFs, il 13% tra immigrati al primo ingresso. Le popolazioni che abitano nella aree più colpite dalla Malaria, infatti, spesso non riescono a guarire. Non erano gravi. La malattia era stata diagnosticata tempestivamente.

La lotta contro la malaria resta complicata? Lupi e squali, che nell'immaginario collettivo sono fra i più letali animali, in realtà fanno rispettivamente dieci e sei morti documentati l'anno, molti meno persino degli ippopotami che ne fanno 500 e delle api che ne fanno 60. "Bisogna vedere se intorno alla bambina c'è qualcuno che ha viaggiato in un qualche paese malarico, sono indagini molto complesse, ogni anno milioni di persone viaggiano in quei paesi e ritornano in Italia".

Nonostante il parassita Plasmodium falciparum, sia lo stesso per la bimba e per gli altri due ricoverati in pediatria a Trento, come spiega spiega Di Palma, "possono esserci diversi ceppi". I rischi piuttosto sono per la loro salute, quando si trovano costretti vivere in condizioni igienico sanitarie precarie.

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