Malaria, l'Italia terzo "importatore" in Ue

Barsaba Taglieri
Settembre 6, 2017

Il tono del quotidiano è giustamente indignato e non si può certo biasimarlo: Pietro Senaldi ci informa che "basta che una zanzara punga un malato e poi uno sano e quest'ultimo muore", e questo ci prova con tutta evidenza le chiare responsabilità delle zanzare immigrate che portano la malaria dal paese loro arrivando qui in comode valigie mentre gli italiani sono costretti nelle tende.

Prima di andare a vedere in che modo l'opinione pubblica si sia divisa sull'argomento, è giusto fare un veloce riassunto per quanto riguarda ciò che è successo alla piccola Sofia, morta a soli quattro anni a causa della malaria. Così la Lega che sferza il governo e chiede "espulsioni di massa". I ricercatori dell'università di Southampton hanno raccolto le segnalazioni tra il 2005 e il 2015, cercando di definirne la provenienza sulla base del ceppo di plasmodio, il parassita trasmesso dalle zanzare, e costruendo un database di oltre 50mila pazienti in 40 nazioni dove la malattia non è endemica. L'Italia con i suoi 637 è seconda solo a Francia, in media quasi 2200, Gran Bretagna, circa 1800, e agli Usa (1500).

"E' un caso criptico, rarissimo".

Sono 3.633 i casi di malaria notificati in Italia nel periodo 2011-2015, di cui l'89 per cento con diagnosi confermata. "Sembra evidente che a portare in Italia malattie che da noi erano state debellate da decenni sono gli immigrati che arrivano dall'Africa", afferma Paolo Grimoldi della Lega. "Nei casi di origine non definibile - prosegue l'azienda sanitaria - le indicazioni dell'Istituto superiore di sanità consigliano di effettuare ugualmente una disinfestazione del reparto come misura di ulteriore profilassi - che verrà effettuata oggi - anche se non si ravvisano rischi per coloro che hanno frequentato il reparto nei giorni scorsi". Poco dopo la situazione è precipitata, tanto che alla piccola è subito salita la febbre fino a toccare i quaranta gradi. A questo punto, occorre attendere l'indagine epidemiologica. Il riferimento è agli immigrati presenti in Italia, accusati di riportare la malattia, scomparsa in Italia dagli anni '50, nel nostro paese. "Ma ora non sappiamo nulla sulla modalità di trasmissione e, sottolineo, questi sono casi davvero molto rari".

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