Fiorentina, Simeone: "Mi piacerebbe diventare come Batistuta. So che qui è amato"

Rufina Vignone
Agosto 22, 2017

Queste le sue dichiarazioni: "Penso che gli argentini passati in viola siano diventati grandissimi giocatori e lasciato un'impronta importante. Devo andare avanti piano piano, devo lavorare e avere tempo per conoscere bene i miei compagni. spero di diventare grande nei prossimi 5 anni in viola". Sono cose del mercato, di accordi tra club e di chi mi segue ma io non mi metto in mezzo, poi quando è opportuno scelgo io. "Ma sono questioni arbitrali e del Var, che però dipende sempre dai loro occhi, visione giusta o meno". Voglio essere Simeone, lui e Icardi sono grandi giocatori. Merita la convocazione in Nazionale. Simeone pensa di dover migliorare "quando gioco spalle alla porta, nel controllo della palla, nel gioco di sponda". Per il resto posso migliorare anche nella velocità, nell'attaccare lo spazio, anche se so di essere già veloce. "Sento che ho tanto da migliorare, ho 22 anni, ho la speranza di diventare grande qua".

Obiettivi? Ho due obiettivi diversi, uno di squadra e uno personale: il primo sta nell'arrivare il più lontano possibile, lottare per i primi posti; il secondo invece è quello di arrivare a più di dodici gol in campionato.

Perché l'attesa per il mio arrivo? "Penso di sì, l'ho conosciuto quando ero piccolo e sono sicuro che farà molto bene". Per me venire alla Fiorentina è un passo molto grande, ed è una dimostrazione che voglio dare a me stesso, voglio vedere se sono capace di arrivare dove voglio.

Sulla prestazione di ieri sera: "Siamo giovani, vogliamo crescere". La partita di San Siro è iniziata bene, poi nei primi minuti c'è stata un po' di confusione e l'Inter ha messo tutto in campo all'inizio. "Poi abbiamo giocato anche noi ma sul 2-0 era tutto più difficile".

"E' un grandissimo giocatore, ha bisogno di fiducia e sicuramente farà bene qui".

"Mio padre? Mi ha sempre parlato bene dell'Italia", ha raccontato. "Quando giocavo in Argentina aveva sempre il desiderio che io arrivassi qua e quando ho avuto la possibilità di venire a Firenze mi ha detto che questa e' una bella piazza, con una buona squadra, dove ha giocato il grande Bati".

Il mio ruolo? Mi posso abituare a ciò che mi chiede il mister. Non sono una punta singola, posso giocare con un altro attaccante. Comunque posso abituarmi a ciò di cui la squadra ha bisogno.

Il rapporto con Babacar?

R: "Giocatore tecnicamente fortissimo, sa quando giocare la palla". Ha esperienza e sarà utilissimo alla Fiorentina.

Il mio trascorso al Genoa? Nei primi sei mesi abbiamo fatto benissimo, avevamo una squadra con tantissimi giocatori fortissimi, poi la seconda parte del campionato qualcosa è andato storto: si è infortunato Perin, sono andati via Pavoletti e Rincon, giocatori importanti per la squadra. Io però ho imparato moltissimi negli ultimi sei mesi come persona. Ma ho imparato a soffrire perché abbiamo temuto di andare in serie B. Quando va male devi saper vincere.

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