Esordio in serie A della tecnologia "Var"

Rufina Vignone
Agosto 20, 2017

Dopo anni e anni (per non dire decenni) la tecnologia è sbarcata in Serie A. Dopo la goal line technology, che permette di sapere con certezza se il pallone ha superato completamente la linea di porta al via lo scorso anno, il nostro calcio ha accolto il VAR. In parole povere la moviola in campo. Un miglioramento dei rapporti fra arbitri e calciatori con il Var? Le nazioni interessate alla sperimentazione della nuova tecnologia sono in tutto 25, ma 14 di queste sono già all'opera per provarne l'utilizzo.

Si parte dal presupposto che il Video Assistant Referee è un'introduzione volta a ridurre ai minimi termini gli errori degli arbitri senza intaccare, però, la bellezza e la fluidità del gioco del calcio. In ogni caso a decidere è e sarà sempre l'arbitro al quale spetterà l'ultima decisione. Così potrà mantenere o modificare le sue decisioni. L'arbitro triestino Giacomelli, l'ha consultato per accertarsi se decretare o meno un rigore per la Spal.

L'arbitro e gli addetti al Var, avranno a disposizione le immagini delle telecamere della regia unica della Lega Serie A e quelle prodotte dal vivo dai broadcaster televisivi che, come da contratto, avranno la possibilità di aggiungere altri punti di ripresa personalizzati in aggiunta al flusso garantito dalla Lega.

Attualmente non è previsto l'intervento del VAR per tutti quegli episodi in cui esiste la discrezionalità dell'arbitro e l'interpretazione della situazione in campo. Non è inoltra prevista la correzione della cattiva interpretazione del regolamento da parte dell'arbitro (ad esempio, la sola ammonizione per un caso di gioco violento). Anche questo è lecito e auspicabile. Un arbitro in campo, due arbitri davanti allo schermo. L'obiettivo di chi ha introdotto questo sistema, è quello di poter correggere decisioni chiaramente sbagliate o segnalare episodi gravi o importanti non visti dal direttore di gara. Favorevoli o contrari? Ma a ben vedere, probabilmente, il VAR cancellerà molte polemiche. Potrebbe anzi inasprirle perché ci si potrebbe chiedere perché un arbitro non abbia consultato il VAR o non abbia accettato il giudizio dello stesso nel prendere la decisione finale. Non verranno peraltro pubblicati contributi in qualsiasi modo diffamatori, razzisti, ingiuriosi, osceni, lesivi della privacy di terzi e delle norme del diritto d'autore, messaggi commerciali o promozionali, propaganda politica.

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