L'interminabile attesa del 118: mentre il papà muore, risponde solo un disco

Ausiliatrice Cristiano
Agosto 13, 2017

La drammatica vicenda, raccontata oggi su Repubblica, toglie il respiro. La donna nell'attesa tenta, invano, di far rialzare il padre: l'indugio interminabile dei soccorsi, unito all'assenza di un essere umano dall'altro lato del telefono per impartirle le manovre da attuare, la fanno precipitare nella disperazione. Lo stende a terra. Lui si lamenta e dalla bocca gli escono alcune gocce di sangue. La donna non ha conoscenze mediche, chiama il 118 per farsi mandare un'ambulanza, e per essere teleguidata per gestire la situazione nell'attesa che giunga a casa. "La programmazione, inoltre, è assolutamente preliminare, considerato che il neo costituito coordinamento unico del settore di emergenze sanitarie ha tra i propri compiti quello di potenziare e razionalizzare la Rete di emergenza territoriale, che comunque dovrà proporre all'assessore le diverse opzioni di miglioramento del servizio che saranno poi oggetto di scelta da parte dell'assessore medesimo". Valentina prova anche a dargli qualche goccia di acqua, col dubbio atroce di aver fatto qualcosa di sbagliato, intanto al cellulare la voce si ripete incessante come il battito dei secondi nell'orologio.

Alle 3.26, qualcuno risponde, e gira la chiamata alla centralina del 118 più vicina: la voce allucinate, quella voce inumana, riparte a ripetere "rimanga in attesa". Arrivano il fratello e la compagna tutti insieme riescono a sollevare il padre per metterlo sul letto, ma l'uomo, lentamente, sta morendo.

A quel punto il fratello va fisicamente in cerca di un'ambulanza al pronto soccorso di Albano Laziale, che dista solo 300 metri dalla loro abitazione, ma la risposta che riceve è sconcertante: 'Non ci sono più ambulanze libere'. Nel condominio una vicina chiama il 118. Appena varca la soglia, gli dicono che non hanno vetture a disposizione. La donna perde la pazienza, mentre alla vicina risponde un altro operatore a cui viene chiesto di mandare un'ambulanza. Alle 3.34 il papà muore. Due minuti dopo chiama un numero privato: "Signorina, le mandiamo un'ambulanza se vuole". L'uomo ormai deceduto è stato portato all'ospedale dai suoi figli.

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