Agguato Puglia: Roberti, non è mafia di serie 'B'

Bruno Cirelli
Agosto 10, 2017

Questo perché, in quest'area del tacco d'Italia, le faide vanno avanti da 30 anni e, nell'80% dei casi, sono rimaste impunite: "Purtroppo la criminalità pugliese e in particolare questa efferatissima forma di criminalità foggiana, è stata considerata troppo a lungo una 'mafia di serie B', meno pericolosa e meno efferata della 'ndrangheta, di cosa nostra e della camorra napoletana".

"Purtroppo - ha aggiunto nel corso dell'intervista radio - la storia non è nuova, le faide tra i clan mafiosi foggiani risalgono a oltre 30 anni fa con circa 300 omicidi, L'80% dei quali sono rimasti impuniti, e questo la dice lunga sulle difficoltà di investigare". La mafia foggiana è una costola della camorra napoletana e ad oggi lo scontro tra clan è sul controllo del territorio per il traffico di droghe, soprattutto leggere, provenienti dall'Albania e sulle storsioni, spesso legate alle atività turistiche sul Gargano. L'agguato di ieri mattina - sulla strada provinciale 272 nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis a Foggia - è costato la vita a quattro persone uccise da colpi di arma da fuoco.

LO STATO - Il ministro dell'Interno, Marco Minniti oggi pomeriggio alle 16 sarà presso la prefettura di Foggia e presiederà una riunione del Comitato Nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. "Il Procuratore capo di Bari, Giuseppe Volpe, fa benissimo a invocare maggiore collaborazione da parte dei cittadini". Per avere collaborazione, ha sostenuto Roberti, è necessario "dimostrare che si incide efficacemente con le indagini e per questo servono più presidi di polizia, più professionalità nelle forze di polizia". Il procuratore antimafia di Bari ha chiesto nelle scorse settimane gente specializzata che abbia esperienza di contrasto alla criminalità organizzata. Roberti ha quindi proseguito: "Bisogna fare di più, anche sul piano della cooperazione internazionale, per frenare i fiumi di doghe leggere che arrivano dall'Albania, perché sono quelli che stanno scatenando la faida".

"Nell'ultimo processo importantissimo che si è celebrato a Foggia, condotto dalla Procura Distrettuale di Bari per una catena enorme di estorsioni, purtroppo non si è registrata la partecipazione della società civile". A dimostrarlo, ricordava la relazione della DIA, "l'alto numero di omicidi e "lupare" bianche ancora irrisolti". "Si fa ancora fatica ad ammettere che questa è una terra in cui le mafie hanno avuto la possibilità di crescere e svilupparsi", aveva confermato anche Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia in visita a Foggia lo scorso aprile, quando definì la situazione "allarmante".

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