Anche Chilavert contro Maradona: Appoggia gli assassini in Venezuela

Bruno Cirelli
Agosto 9, 2017

La guerra civile in Venezuela non è ancora una realtà, ma la situazione è quantomeno incendiaria.

In una dichiarazione congiunta, i paesi del continente hanno definito "illegittima" la nuova assemblea costituente voluta dal presidente Nicolas Maduro e ha denunciato l'interruzione dell'ordine democratico in corso nel paese. Resta invece in carcere l'altro leader dell'opposizione, Leopoldo Lopez, leader del movimento Voluntad Popular, che si trovava nella sua casa di Caracas agli arresti domiciliari e che nella notte del 1 agosto è stato prelevato dalle forze di sicurezza e arrestato. Secondo lui questo è l'unico modo di portare "pace e riconciliazione" nel paese dopo mesi di crisi politica ed economica. "Non è un colpo di stato, ma di un'azione civile-militare per ristabilire l'ordine costituzionale". E può, tra le altre cose, posporre a data indefinita le elezioni presidenziali previste per il 2018. "#Venezuela Immagine della procuratrice Luisa Ortega Diaz destituita che fugge in moto impone una risposta diplomatica europea contro la deriva autoritaria" ha scritto ieri su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. "I terroristi sono stati arrestati e stanno fornendo informazioni" ha detto il comandante della forza armata nazionale Remigio Ceballos. "Il processo è già aperto", ha quindi aggiunto Maduro nel successivo intervento tv. Da allora è latitante con l'accusa di tradimento e ribellione per aver partecipato sia al movimento d'opposizione "La salida" (la via d'uscita), che tempo fa tentò invano di dare la spallata al regime sia a un tentato golpe, dallo stesso esito, conosciuto come il Golpe azul, il golpe azzurro, per il colore della divisa dei pochi militari che vi parteciparono, tutti al comando di Oswaldo Hernández Sánchez, generale di brigata dell'aviazione. Ma il risultato è stato un No che, al di là dello scarso divario percentuale (51,3% contro 48,7%), mostra che in Bolivia la democrazia non è solo un guscio vuoto come in Venezuela e in Nicaragua.

Nulla però sembra intaccare la determinazione di Maduro e del suo governo, che oggi ha occupato con la sua Costituente l'emiciclo del Palazzo Federale Legislativo, dove normalmente siede il Parlamento unicamerale venezuelano, controllato da una maggioranza di due terzi dell'opposizione. La polizia ha disperso i manifestanti che avevano incendiato barricate lungo la strada.

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