Charlie Gard, "agonia prolungata per il Papa e Trump". Dicono i medici

Barsaba Taglieri
Agosto 7, 2017

Charlie è morto a fine luglio a seguito di una rara malattia genetica.

Nelle sue confessioni, il medico accusa il Papa e il presidente Usa Donald Trump di essersi intromessi troppo nella vicenda. Inoltre, "per colpa loro" la spina al piccolo Charlie è stata staccata con diversi giorni di ritardo, prolungando la sua agonia. Parole dure anche contro i social media e ai commenti apparsi online: "Avete contribuito al dolore della famiglia, avete combattuto una battaglia di cui non sapete nulla, e non è stata di aiuto a nessuno".

È da brividi il racconto di Connie Yates al Daily Mail. La giovane mamma racconta gli ultimi momenti trascorsi col piccolo Charlie. "Ci avevano detto che che sarebbe morto in 5 o 6 minuti dopo aver staccato le macchine, ma il suo cuore ha smesso di battere dopo 12 minuti". Anche perché sin da subito avevano compreso l'irreversibilità della situazione, derivante dalla deplezione del dna mitocondriale: "Era ovvio per tutti quelli che lo hanno curato". "Una volta arrivati è stato bellissimo sedersi e vederlo, lì, disteso come un bambino qualunque - aggiunge la donna - Non più circondato dai macchinari e nulla che oscurasse il suo bellissimo faccino".

"Il mio mestiere è evitare che il paziente muoia, non ucciderlo - scrive il dottore - Avete davvero mai incontrato un infermiere o un dottore che vuole la morte di un bambino?" .

La decisione di scrivere la lettera sicuramente sarà stata concordata dai 200 membri della terapia intensiva del Great Ormond Street Hospital, per ribadire che "non volevamo perdere Charlie, ma era nostro obbligo legale e morale, il nostro lavoro, diventare suoi portavoce quando è stato ora di dire basta". Una lunga odissea fra etica e legge, che ha colpito l'opinione pubblica mondiale e che ha fatto scendere in campo il Papa, Donald Trump e tra gli altri anche l'ospedale Bambino Gesù di Roma che si era offerto di accoglierlo.

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