Tasse più alte a chi ospita profughi

Bruno Cirelli
Agosto 5, 2017

E' la linea dura decisa dalla sindaca Pd Alice Zanardi destinata a fare discutere. Da lunedì 7 agosto il Comune invierà controlli sanitari e fiscali a chi accoglie profughi e la sua decisione ha scatenato polemiche, ma la sindaca di difende parlando di provocazione per sottolineare una situazione insostenibile di accoglienza di migranti. Verrà allertata la guardia di finanza per i controlli fiscali relativi alla gestione degli immobili della parte ospitante. Ovvero: aumentare le tasse per chi ospita.

Alice Zanardi per il suo comune di 12 mila abitanti ha preso questa decisione, dettata però da cosa? La sindaca, secondo ricostruzioni di stampa, avrebbe comunicato di non avere più disponibilità. L'obiettivo è contenere il numero di profughi in un Comune di 12mila abitanti. "Bene, mi sembra che questo significhi dare un segnale, o c'e' qualcuno ancora incerto...?", si legge nel primo. "Se tutti i cittadini di Codigoro mettono a disposizione le loro seconde case dove andremo a finire?". "Ma i controlli li mando, questo è sicuro". Quella della tassazione non è una misura approvata, ma "un'ipotesi che sto valutando". Lo scopo è chiaro: mettere in allerta i singoli cittadini e lanciare un messaggio alla Prefettura.

Nel frattempo sui social sono apparsi i primi (pochi) commenti di cittadini favorevoli al provvedimento. Altri 40 sono appena arrivati - alcuni ancora in arrivo - ospitati da una casa privata. Andate a vedere se vendono la droga. "Qui non è un problema di accoglienza, ma di numeri", insiste. Sulla stessa linea si sono mossi anche i sindaci lombardi della Lega, con una formula simile: multe per chi non comunica l'ospitalità di profughi. "Mentre il segretario nazionale del Pd propone tassazioni agevolate per i territori che accolgono i profughi, la sindaca dem di Codigoro - fa sapere la Cgil di Ferrara in una nota - paventa la possibilità di introdurre tassazioni sfavorevoli per i privati cittadini del Comune che mettono edifici a disposizione dell'accoglienza dei profughi". "Le leggi sono chiare - continua - i sindaci sono autorità sanitarie locali e autorità di pubblica sicurezza". Non solo, come spiega il consigliere regionale Pietro Foroni, chi ospita "sarà tenuto a relazionare, ogni 15 giorni, sull'organizzazione interna della struttura".

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