Uccide per gelosia l'amico del compagno trans

Bruno Cirelli
Agosto 2, 2017

L'uomo ha confessato agli inquirenti di aver ucciso il ragazzo, di cui si erano perse le tracce a inizio luglio, perché geloso della relazione con la sua compagna transgender.

Sono in corso scavi a Ponticelli per ritrovare il corpo di Vincenzo Ruggiero, il 25enne di Parete scomparso il 7 luglio da Aversa e ucciso da Ciro Guarente, l'ex militare di San Giorgio a Cremano in forza negli uffici del settore civile della Marina Militare a Roma e compagno della trans Heven Grimaldi di Aversa.

L'attività investigativa ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell'uomo fermato la scorsa notte, ritenuto autore dell'omicidio del RUGGIERO, avvenuto all'interno del domicilio di quest'ultimo, al culmine di un litigio, scaturito verosimilmente dalla gelosia per lo stretto rapporto di amicizia intrattenuto dalla vittima con una persona sentimentalmente legata all'indagato. La conferma è arrivata questa mattina dal suo stesso killer, un 35enne residente a Giugliano, che ha confermato ai carabinieri di Aversa (Caserta) e al pm della Procura di Napoli Nord di essersi sbarazzato del corpo dell'attivista gay gettando il cadavere in mare a Licola.

Le telecamere hanno immortalato qualche ora più tardi l'omicida mentre caricava delle valigie nella sua auto, e poco dopo mentre trasportata qualcosa di molto pesante.

A quel punto, il presunto omicida non ha voluto chiamare i soccorsi, ma caricare il corpo e gli effetti personali in macchina, così che si potesse pensare che il giovane fosse andato via di casa di sua spontanea volontà, per poi gettarne il corpo nel mare a Licola. Dalla registrazione si vede il 35enne infilarsi nel portone dell'abitazione della vittima, poi l'arrivo di quest'ultimo. L'uomo ha atteso l'arrivo di Vincenzo Ruggiero e al suo arrivo i due hanno iniziato a litigare violentemente per gelosia. L'urto, secondo la dichiarazione di Guarente, ha provocato la morte del giovane.

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