Roma, rivoluzione nei trasporti: Simioni nuovo presidente e ad dell'Atac

Bruno Cirelli
Agosto 2, 2017

"Da quel messaggino non viene fuori niente di più di quello che c'è scritto: io non trovo assolutamente normale che un consigliere comunale - di qualsiasi partito, non solo dei 5 Stelle - incontri i fornitori potenziali di un'azienda, lo trovo completamente anomalo". Motivo dello scontro il crac dell'Atac, la società dei trasporti che è sull'orlo del fallimento. "Sono incensurato, voglio restare tale". Q8 ha fatto sapere in una nota che "ha rifornito e continua a rifornire regolarmente e puntualmente Atac" e che ha ricevuto "rassicurazioni sul regolare prosieguo dei pagamenti delle forniture come finora sempre avvenuto". "La mobilità è un diritto sacrosanto, che a Roma non è abbastanza garantito". Sì, fino a tre giorni fa.

Sullo sfondo delle rabberciate polemiche capitoline, restano i problemi veri, quelli dell'azienda trasporti, denunciati senza troppi eufemismi da Rota (che Formiche.net evidenziava già un paio d'anni fa).

Viste da lontano, metti da Milano, le vicende romane dell'acqua e del trasposto pubblico (Atac) stanno scrivendo un capitolo abbastanza inaspettato ma non imprevedibile all'indomani di un successo che proprio le sue manifestazioni trionfalistiche ne annunciavano i limiti; ma mai e poi mai ci saremmo potuti immaginare, a fronte di una Roma a rischio di acqua nei rubinetti e priva del governo dell'Atac, esiti propositivi così carenti e interventi sostanzialmente nulli. Non serve andare al tribunale fallimentare. Mazzillo resterà assessore al Bilancio, almeno per il momento. Anche perché forti erano arrivate le critiche dal M5S e dal blog di Beppe Grillo. L'ex direttore generale di Atac però si toglie qualche altro sassolino dalla scarpa, raccontando che la Raggi l'ha convocato in Campidoglio nel suo ultimo giorno da direttore generale e poi non si è presentata per salutarlo. Queste linee sono tracciate nero su bianco nel programma elettorale del M5S per il rilancio di Roma. L'azienda è infatti piena di debiti e le condizioni del trasporto di Roma risentono della questione. Chi parla di visioni discordanti non ha chiaro il percorso lineare a cui deve attenersi il titolare delle politiche di bilancio. Ecco perché i pugni sul tavolo di Mazzillo suonano più come una richiesta di considerazione per l'ormai prossimo rimpasto. Alla fine insomma, tutta colpa della stampa.

Oggi il Venezuela sarà chiamato a votare i 545 deputati che dovranno riscrivere la Costituzione creata da Hugo Chavez, un'iniziativa voluta dal presidente Nicolas Maduro nella speranza di ottenere maggiori poteri e blindare la propria posizione. Ora toccherà a lui suggerire all'amministrazione capitolina la strada migliore per ovviare alla situazione disastrata evidenziata dalle interviste rilasciate dall'ex dg Bruno Rota a Il Fatto Quotidiano e al Corriere della Sera.

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