Nespoli, prima diretta dalla Iss. "Per andare nello spazio non serve Superman"

Geronimo Vena
Agosto 2, 2017

Nespoli mancava dalla Iss dal 2010 e riferisce di aver trovato diversi cambiamenti: "Oggi utilizziamo molto di piu' la Stazione, prima facevamo soltanto manutenzione" per costruire tutti i pezzi che hanno composto questo primo avamposto umano nello spazio. Questa volta, nella missione Vita dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l'obiettivo è ancora più ambizioso grazie alla app #Spac3, che permette di creare un'opera d'arte collettiva utilizzando le foto scattate spazio e dalla Terra, e unite in un photoshop ispirato al simbolo della missione Vita, l'opera Il Terzo Paradiso dell'artista Michelangelo Pistoletto.

Paolo Nespoli, fluttuando in diretta dalla stazione internazionale in orbita a 400 km dal suolo, non ci pensa nemmeno un istante: "Sì, forse abbiamo nel nostro Dna le coordinate per vivere in assenza di gravità, una situazione innaturale e irricreabile sulla Terra, ma alla quale il nostro corpo si abitua estrememente in fretta, in pochi giorni". "Non bisogna essere Superman ma una persona normale", risponde Nespoli. Non so se faccia bene stare tantissimo nello Spazio, oltre i 6 mesi o un anno. Tra le novità a bordo c'è anche la presenza di moduli costruiti da imprese private (nello specifico da Space X). Gli Stati potranno così "concentrarsi sulle esplorazioni lontane, che non hanno un ritorno economico immediato". I viaggi spaziali fanno intravedere anche una nuova prospettiva personale: "Questa sarà l'ultima missione?" Chissà. Forse come astronauta professionista.

Le foto che probabilmente ha già cominciato a scattare dalla Cupola, la grande finestra della Stazione Spaziale, nei prossimi giorni arriveranno sulla Terra e da lì viaggeranno sui social media: per l'astronauta Paolo Nespoli sono un grande aiuto "per portare tutti nello spazio, ma anche per scendere un po' sulla Terra".

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