De Rossi cuore Roma: "Siamo vedovi del nostro capitano"

Paterniano Del Favero
Luglio 30, 2017

Dopo l'addio di Francesco Totti, Daniele De Rossi è diventato il capitano della Roma a tutti gli effetti.

Il futuro è adesso per Daniele De Rossi, che dopo tanti anni da aspirante capitano i gradi della Roma li ha presi davvero, pur solo a 34 anni, dopo il ritiro di Francesco Totti. Tra i vari argomenti, ovviamente l'impatto del ritiro di Totti, il mercato e le aspirazioni per il campionato in arrivo. Non siamo eterni, nonostante lui lo sembrasse.

Juventus: "Di Francesco? L'ho vissuto in tante forme diverse, sotto tanti punti di vista". Le motivazioni me le dà l'amore per quello che faccio e per la Roma.

Sul calendario come ti approcci? Loro hanno un po' tirato il freno, ma non ci deve interessare, quest'anno sarà ancora più difficile, ma dobbiamo lavorare per tirare su qualcosa di importante anche per i tifosi. Bello iniziare subito con partite impegnative. "Sono a disposizione del mister, posso giocare anche prima punta o in porta, l'importante è dare il giusto contributo alla causa ed onorare la maglia giallorossa".

Primo anno da "vero" Capitano. "Di Francesco? Il fatto di conoscerlo non conta, sono come tutti gli altri".

Vittoria con il Tottenham, sorrisi e - da quest'estate - anche la fascia da capitano. Non cambia molto dal punto di vista tecnico, ma manca il simbolo, chi portava la gente allo stadio e questa è una responsabilità per tutti. Adesso i tifosi ce li dividiamo: una volta erano tutti quanti per lui, il 28 maggio è superfluo commentarlo. È una responsabilità in più per noi, per me in particolare.

Un parere sui nuovi arrivati? Tutti i nuovi mi hanno felicemente sorpreso, Gonalons e Defrel li conoscevo meglio, Kolarov non c'è bisogno di descriverlo. Lui è stato quasi eterno. "Abbiamo perso giocatori importanti, anche a livello di leadership nello spogliatoio, ma ora sono stati rimpiazzati con gente brava e di personalità sia a livello di uomo che di giocatore". Vogliamo fare sentire tutti i nuovi parte del gruppo, soprattutto i più giovani. E' un giocatore importante, lui si è fatto trovare pronto: questo può velocizzare il processo di inserimento all'interno della squadra e noi siamo contenti quando segna un giovane. "Ci tengo perché alcuni li ha allenati mio padre per tanti anni e lo conosco particolarmente bene e ci tengo perché vorrei che tutti si sentissero veramente a casa come mi ci sono sentito io".

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