Scherma, Irene Vecchi campionessa del mondo

Rufina Vignone
Luglio 28, 2017

Merito questa volta di un altro dream team, dopo l'ennesimo - ieri - delle solite fiorettiste: a salire sul gradino più altro del podio, terza volta nella storia e a distanza di 14 anni dall'edizione di L'Avana 2003, sono le azzurre della sciabola femminile che stracciano letteralmente (45-27) in finale la Corea del Sud della campionessa olimpica di Londra Kim Jiyeon e consegnano l'ottava medaglia (3 ori, 1 argento, 4 bronzi) all'Italia nel torneo iridato. "Ce l'abbiamo messa tutta ed adesso eccoci qua a trionfare, una vittoria meritatissima che ci riempe di felicità". "Questa medaglia l'abbiamo voluta e costruita passo dopo passo, rappresenta il frutto di un percorso lungo che adesso ci porta su questo podio" Queste le parole di Irene Vecchi raggiante più che mai.

Il quartetto azzurro s'era garantito la certezza d'una medaglia battendo in semifinale la Francia con il punteggio di 45-42, al termine d'un match vibrante, in cui l'Italia è stata capace di recuperare un passivo di ben sette stoccate a metà incontro. Emozionata, Loreta Gulotta non trattiene le lacrime: "dietro questa medaglia c'è tantissimo lavoro e tanti sacrifici". Non poteva esserci migliore esordio iridato per Martina Criscio. Per la squadra italiana si aprono ora le porte del tabellone dei piazzamenti. E' stata Irene Vecchi a siglare un parziale di 11-4 nei confronti della transalpina Manon Brunet, riportando a galla l'Italia. La stessa Brunet ha poi chiesto alla panchina di essere sostituita nel delicato ruolo di chiusura, lasciando la pedana alla giovanissima Caroline Queroli, iridata under 20, che però ha subito la rimonta di Rossella Gregorio che con la stoccata del 45-42 ha dato il via alla festa italiana. In precedenza, le ragazze del ct Giovanni Sirovich avevano superato la Bielorussia per 45-34 e poi il Messico ai quarti di finale per 45-30.

"Abbiamo scalato una vetta, ma non ancora la montagna". Questa vittoria è carica di sudore, rabbia e tantissimo lavoro. Abbiamo lavorato tanto e costruito questo successo, mattone dopo mattone.

Corea del Sud b. Ucraina, 7. Usa, 8.

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