Nuova pista. Mostro Firenze, il caso si riapre. Indagato ex legionario

Bruno Cirelli
Luglio 26, 2017

Si cercano così nessi tra il Mostro e l'ipotesi della cosiddetta "strategia della tensione". Un ex legionario e' indagato: si tratta, come riferisce il 'Corriere Fiorentino', di G. Le indagini, come in passato, sono sempre coordinate da Paolo Canessa, ora procuratore di Pistoia, ma che è stato delegato a proseguire l'inchiesta sul mostro dal procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo.

L'inchiesta sarebbe condotta in collaborazione con il procuratore aggiunto di Firenze Luca Turco.

I delitti del Mostro di Firenze fanno ancora discutere e vengono "rimessi" al centro delle cronache italiane per l'ennesima volta dal 1968 ad oggi: ci sarebbe infatti una nuova pista che legherebbe gli 8 duplici omicidi avvenuti tra il '68 e il 1985 ad una presunta "pista nera" legata alla strategia della tensione che ha attraversato gli anni bui tra i Settanta e gli Ottanta. Sono state passate al setaccio le relazioni di Vigilanti con Pacciani, con un defunto imprenditore di origini tedesche a suo tempo investito dalle indagini e con Salvatore Vinci, ma anche con altri elementi delle destra estrema. E il collegamento potrebbe essere proprio l'ex legionario, che avrebbe avuto contatti sia con iservizi segreti (si racconta che organizzasse campi di addestramento ai tempi della P2 e di Gladio) che con Pietro Pacciani, il contadino di Mercatale Val di Pesa morto mentre stava per essere processato di nuovo dopo l'annullamento della sua assoluzione in appello.

Cinque anni fa l'avvocato Vieri Adriani, che rappresenta i familiari di Nadine Mauriot, la giovane donna francese uccisa a Scopeti l'8 settembre 1985 con il fidanzato Jean Michel Kraveichvili, ha presentato un esposto, seguito da diverse integrazioni, in cui suggeriva di approfondire una pista gia' sfiorata oltre 30 anni fa e poi abbandonata. Gli trovarono soltanto molti articoli sulle uccisioni dei fidanzati e sulle prostitute uccise in quegli stessi anni. Nel novembre del 1994, in seguito a gravi dissidi con un vicino, l'ex legionario fu nuovamente perquisito e in quella circostanza i carabinieri gli trovarono 176 proiettili Winchesterserie H non più in produzione dal 1981. Era stato lui a sostenere, a suon di esposti, che i delitti, aggiunge il quotidiano toscano, "avessero potuto essere studiati a tavolino o cavalcati in ambienti eversivi per distrarre magistrati e opinione pubblica da ciò che accadeva nell'Italia della strategia della tensione".

"Ci sono sinistre vicinanze tra stragi e misteri di quel difficile periodo storico e i delitti del mostro", prosegue La Nazione, "il 4 agosto '74 esplode la bomba sull'Italicus, il 14 settembre il mostro uccide a Sagginale Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore".

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