USS Indianapolis, Cage eroico capitano Marina

Barsaba Taglieri
Luglio 21, 2017

Nell'ultimo atto, sicuramente quello più interessante anche a livello storico, viene raccontata per la prima volta l'incredibile vicenda del comandante che viene condannato per la sua condotta, gli viene contesta di non aver zig zagato con sua la nave, con tanto di comandante giapponese del sommergibile che testimonia a suo favore, ma la disperata ricerca di un capro espiatorio porteranno a un triste epilogo, che incredibilmente ha portato a riabilitare il comandante McVay soltanto nel 2000 ad opera dell'amministrazione Clinton.

In USS Indianapolis, film action del regista Mario Van Pleebes in uscita nelle sale a luglio, l'attore interpreta il ruolo del capitano Charles McVay a comando della USS Indianapolis, uno degli incrociatori più veloci e temuti della marina americana durante la Seconda Guerra Mondiale al quale viene affidata una delicata missione. Noi sappiamo però che conteneva gli elementi per assemblare la bomba atomica destinata a essere sganciata su Hiroshima. Vista la segretezza della missione la nave non viene data per dispersa e il suo equipaggio abbandonato per 5 interminabili giorni nel Mare delle Filippine infestato di squali. Dei 1197 membri dell'equipaggio solo 317 vennero ritrovati ancora in vita da un velivolo della US Navy durante un volo di pattugliamento.

L'annuncio della perdita dell'Indianapolis fu ritardato di quasi due settimane per farlo coincidere con l'annuncio della resa del Giappone: la notizia passò così in secondo piano. Per nascondere le proprie colpe agli occhi dell'opinione pubblica, qualche mese dopo il disastro il Governo degli Stati Uniti chiama McVay a giudizio davanti alla Corte Marziale. Venne giudicato colpevole per aver messo in pericolo la sua nave, distogliendo l'attenzione da negligenze altrui ed errori di valutazione, veri colpevoli della tragedia. Il processo al capitano Charles McVay è parte del film, dopo averci raccontato gli avvenimenti con uno stile tra Titanic e Lo squalo.

Inevitabile però riflettere su come certe storie, ieri come oggi, vengano colpevolmente insabbiate. Tralasciando alcune mancanze dal punto di vista registico e del montaggio, che comunque sono forse la cosa meno problematica del film, ciò che penalizza la pellicola è soprattutto la sceneggiatura, scritta in modo abbastanza superficiale, con dialoghi banali e pieni di frasi fatte, che fanno risultare il tutto ridicolo, anche nelle situazioni più drammatiche. Per quanto riguarda invece gli effetti visivi, che ovviamente sono stati utilizzati in gran quantità, si può dire che in alcune parti sia stato fatto un discreto lavoro, e risultino quindi ben realizzati, in altre invece appaiono davvero poco curati e approssimativi.

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