Venticinque anni fa la strage di via D'Amelio. Palermo ricorda Borsellino

Bruno Cirelli
Luglio 19, 2017

Nella venticinquesima ricorrenza della strage di via D'Amelio, per ricordare il sacrificio di Borsellino e dei suoi angeli custodi, in linea con la missione di servizio pubblico, Rai offre un impegno straordinario di tutte le reti e canali con una ricca programmazione radio e tv con trasmissioni, film, approfondimenti, documentari, spettacoli teatrali e ampi spazi informativi in tutti i telegiornali, su RaiNews24 e RadioRai.

Nel corso della manifestazione interverrà anche Nando Della Chiesa che presenterà il suo libro "Una strage semplice", un testo che ricostruisce il contesto in cui maturò la strage di Capaci e quella successiva di via D'Amelio.

RAI 2 - Mercoledì 19 luglio "Speciale TG2", in diretta dalle 10:00, trasmette l'Assemblea Plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura sulla desecretazione degli atti Falcone-Borsellino, con intervento del Presidente della Repubblica.

Una strage che colpì al cuore l'Italia e che rischiò, in tempi così difficili, di far morire - pure in quanti come me erano giovani e speranzosi - quel desiderio di riscatto che con tenacia abbiamo invece mantenuto vivo. Un quarto di secolo servito ad abbattere un altissimo muro di omertà, a combattere vecchie e nuove mafie, a creare una cultura di libertà che si oppone, con tutte le forze, all'oppressione fisica e mentale imposta dalla malavita. Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Limuli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina furono uccisi dall'esplosione di una Fiat 126 imbottita di esplosivo e parcheggiata dalla mafia sotto casa della madre del magistrato, in via Mariano D'Amelio 21, dove il giudice, quella domenica pomeriggio del 19 luglio 1992, si era recato in visita. Si tratterà di un corteo silenzioso e sobrio che cercherà di rispecchiare al massimo le qualità che da sempre contraddistinsero un grande uomo come Paolo Borsellino. Lo stesso Paolo Borsellino, qualche giorno prima della strage, dichiarò di sapere di essere il prossimo bersaglio di Cosa Nostra che, dopo aver "fatto fuori" tre mesi prima il collega e amico Giovanni Falcone, avrebbe riversato la propria furia omicida proprio sul 52enne magistrato palermitano.

Crediamo e scommettiamo molto sulla formazione dei ragazzi. Non bisogna mai abbassare la guardia e a tal fine la memoria non è solo un dovere, ma assume a nostro avviso la dimensione di strumento importante nella lotta quotidiana per la legalità, una lotta prima di tutto culturale perché, come disse Falcone: Gli uomini passano, le idee restano.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE