Papa Francesco, l'Angelus di oggi, 16 luglio 2017, in Piazza San Pietro

Bruno Cirelli
Luglio 19, 2017

Papa Francesco, l'Angelus di oggi, 16 luglio 2017: la parabola del seminatore.

. Il frutto, però, dipende dalla qualità e dalla profondità del terreno, ovvero, dal cuore di chi ascolta o medita la Parola.

Il Papa ha poi salutato le Suore Hijas de la Virgen de los Dolores, a 50 anni dall'approvazione pontificia dell'Istituto; le Suore Francescane di San Giuseppe, a 150 anni dalla fondazione; i dirigenti e gli ospiti della "Domus Croata" di Roma, nel 30° anniversario della sua istituzione e un saluto ai carmelitani "che possano continuare decisamente sulla strada della contemlazione". Notiamo che, con questa immagine, Egli si presenta come uno che non si impone, ma si propone; non ci attira conquistandoci, ma donandosi. Con generosità e pazienza sparge la sua Parola, "che non è una gabbia o una trappola", bensì "un seme che può portare frutto se noi lo accogliamo".

La parabola del seminatore è per il Papa "una "radiografia spirituale" del nostro cuore, che è il terreno sul quale cade il seme della Parola". La parabola, dunque, riguarda soprattutto noi, parla "del terreno più che del seminatore". C'è chi non si concede il dono di ascoltarla, costui ha il cuore visitato dai demoni i quali rubano pace e gioia e logorano ben presto la fede. Come un terreno, il "nostro cuore può essere buono ma può essere anche duro, impermeabile". "Ciò avviene quando sentiamo la Parola, ma essa ci rimbalza addosso, proprio come su una strada". I terreni sono diversi, si va dai terreni sassosi, a quelli spinosi. "Il primo è quello sassoso". Se lo immaginiamo eccoci apparire un terreno "dove non c'è molta terra", dove il "il seme germoglia, ma non riesce a mettere radici profonde". Chi, invece, riconoscendo di non riuscire ad amare, si dispone all'ascolto obbediente, darà frutto pienamente nell'amore a cui lo chiama il Signore. C'è poi l'ultimo terreno, quello spinoso, pieno di rovi che soffocano le piante buone. Che cosa rappresentano questi rovi? La preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza, così dice Gesù, esplicitamente. "I rovi sono i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza". Ciascuno può riconoscere i suoi piccoli o grandi rovi, i vizi che abitano nel suo cuore, quegli arbusti più o meno radicati che non piacciono a Dio e impediscono di avere il cuore pulito. "Occorre strapparli via, altrimenti la Parola non porta frutto".

"Cari fratelli e sorelle, Gesù ci invita oggi a guardarci dentro: a ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni". In questa maniera, Gesù purificherà il nostro cuore togliendo "i sassi e le spine che soffocano la sua Parola".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE