Mattarella, nel Mediterraneo morte e traffici disumani

Bruno Cirelli
Luglio 17, 2017

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato a Matera, capitale europea della cultura 2019, la Cattedra "Jacques Maritain" dedicata a "Pace e dialogo tra le culture e le religioni del Mediterraneo", istituita dall'Istituto Internazionale Jacques Maritain e dall'Università degli Studi della Basilicata.

"Il Mediterraneo da luogo di scambi cultura e commercio, di esperienze e di costumi, in questo periodo" è diventato "un luogo di sofferenze, di traffici disumani, spesso di morte" ha aggiunto il Capo dello Stato, ricordando che invece "la comunanza di paesaggi e culture" del Mediterraneo "costituiscono l'humus, la base per i diritti umani, per la pace e per il dialogo". "E lo diceva ben consapevole della deriva estrema che i nazionalisti stavano recando in Europa da lì a poche settimane, con lo scoppio della Seconda Guerra mondiale".

"Dovremmo essere perennemente riconoscenti con coloro che ebbero il coraggio di denunciare il 'Crepucolo delle civiltà'". Come Maritain, anche Hannah Arendt. O come Johan Huizinga, con la sua denuncia sulla crisi della civiltà, prima di morire in un campo di concentramento ad Arnhem nel '45. Era una lezione che i pensatori, gli intellettuali, i filosofi, impartivano alla politica. Occorre rammentarla sempre perché da quei germi di riserva morale che l'Europa ha trovato, ha tratto la capacità di ripresa e la forza per procedere in scelte di integrazione, sulla base dell'intuizione di grandi statisti.

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