Ufficiale: il Messina dice addio alla Serie C

Paterniano Del Favero
Luglio 15, 2017

Il Messina di Parisi e Di Napoli è di nuovo un ricordo lontano, molto più degli anni - in fondo "solo" dieci - trascorsi dall'ultima apparizione in Serie A. Ieri, al termine di una penosa rincorsa - con aerei per Roma prenotati e lasciati partire in attesa di liberatorie e soldi mai arrivati -, il club che appena cinque mesi Franco Proto salvò dal fallimento, ha salutato il calcio professionistico, rinunciando pure a ricorrere contro l'esclusione già decretata dalla Covisoc dopo la prima istruttoria. Per le altre società, segnalate da Covisoc, si dovrà attendere giovedì 20 luglio per il pronunciamento definitivo. Il Muravera, ammessa nella graduatoria dei ripescaggi tra le squadre retrocesse dalla serie D tramite i playout, fa il conto dei posti vuoti e vede aumentare le proprie chance di mantenere la categoria con la certezza se fosse quinta in graduatoria visto che per il ripescaggio verranno prese in alternanza anche le squadre che compongono la graduatoria delle squadre di Eccellenza che hanno perso negli spareggi promozione.

Oltre gli adempimenti in lombardia manca trasparenza da parte del presidente Marco Claudio De Sanctis, rimasto apparentemente unico punto di riferimento del club, dichiara di aver raggiunto accordi con nuovi partner che risolverà ogni problem. La temuta rateizzazione dei debiti pregressi è costata un cartellino giallo anche alla Juve Stabia, che non avrà ripercussioni sulla licenza di partecipazione al prossimo campionato. "Il Messina, per essere iscritto, aveva bisogno di una cifra vicino al milione di euro, una mole di denaro impressionante che poteva essere raggiunta solo se chi in citta' poteva, e sono tanti gli imprenditori che nell'ultimo anno e mezzo hanno chiacchierato sul Messina e sulla possibilita' di un loro impegno, avesse poi mantenuto le intenzioni". Ma si trattava di inadempienze che avrebbero comportato alcuni punti di penalizzazione. Chi non lo farà, sarà escluso dal campionato.

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