Johnson ad Alfano: "Impossibile portare Charlie a Roma"

Ausiliatrice Cristiano
Luglio 8, 2017

Dopo l'ultima e definitiva sentenza della CEDU (Corte europea dei diritti dell'uomo) di Strasburgo, che il 27 giugno scorso si è dichiarata favorevole allo spegnimento dei macchinari che tengono in vita il bambino, i medici del Great Ormond Street Hospital (GOSH), l'ospedale di Londra presso il quale è ricoverato il piccolo, avrebbero dovuto dare lo scorso venerdì 30 giugno una "morte dignitosa" al piccolo, evitandogli ogni "accanimento terapeutico". "Però l'ospedale ci ha detto che il board per motivi legali non può trasferire il bambino da noi".

"Sulla tristissima vicenda del piccolo Charlie - ha detto poi Alfano - sono grato e riconoscente al ministro Johnson per la sua schiettezza, la sua sensibilità e la sua correttezza".

"È impossibile per ragioni legali", è stata la risposta del capo del Foreign Office, che ha comunque ringraziato per la generosa offerta, anche se il centro pediatrico della Santa Sede non demorde e lavora ad un possibile trattamento sperimentale per il giovanissimo malato.

Anche il tentativo in extremis di portare il piccolo Charlie Gard in Italia sembra definitivamente naufragato. "Come è possibile che anche oggi nel ventunesimo secolo, in tempi in cui noi stessi definiamo la nostra epoca come quella che rispetta i valori fondamentali della vita e della dignità umana, il Regno Unito non agisca nel migliore interesse dei suoi cittadini?" chiedono gli europarlamentari, che concludono condannando "fermamente la vergognosa condotta che minaccia questi valori della nostra società civile". "I nostri ricercatori - ha spiegato Enoc - sono disponibili, stanno lavorando per proporre l'applicazione di questo protocollo internazionale per una cura sperimentale". È stata invece definita inaccettabile dall'ospedale romano l'ipotesi avanzata dal Great Ormond Street Hospital di accettare il trasferimento del bimbo in Italia ma solo nel caso in cui venga eseguita la sentenza dei tribunali britannici, ovvero staccare la spina. Intanto i genitori sono sempre al capezzale del piccolo Charlie e hanno diffuso una nuova foto in cui abbracciati guardano il neonato ricoverato a Londra. "Domani ho un colloquio telefonico con il mio omologo Boris Johnson e ne parlerò con lui" ha spiegato. E ora un'altra offerta a ospitare il piccolo arriva proprio da un ospedale americano dopo l'appello lanciato dal presidente Usa Donald Trump.

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