L'OMICIDIO DI YARA. Bossetti, la difesa troppi dubbi

Bruno Cirelli
Luglio 7, 2017

Così l'avvocato Claudio Salvagni, legale di Massimo Bossetti, si è rivolto alla Corte d'Assise d'Appello di Brescia in un passaggio della sua arringa nel processo di secondo grado sull'omicidio di Yara Gambirasio. Secondo l'avvocato Andrea Pezzotta, uno dei legali della famiglia della giovanissima vittima, Yara Gambirasio "era la bambina più solare del mondo e poteva suscitare solamente sentimenti di tenerezza, ma questo in una persona normale, a nessuno in quest'aula, tranne che ad uno, potevano venire in mente vedendola pensieri sessuali". Una settimana fa, nella prima udienza del processo di appello, il pg Marco Martani aveva chiesto la conferma dell'ergastolo e sei mesi di isolamento diurno. Agguerriti più che mai, gli avvocati di Bossetti illustreranno le ragioni del loro appello, provando a smantellare quella che per i giudici dell'Assise di Bergamo è la prova regina della colpevolezza di Massimo Bossetti, ovvero la traccia genetica mista appartenente alla vittima e Ignoto 1, che la sentenza di primo grado ha stabilito corrispondere al Dna dell'imputato, appunto. "I video non ci interessano, toglieteli pure, noi non ci lasciamo suggestionare, non ci servono, avete già fatto 258 pagine di motivi di appello più 110 di motivi aggiunti dove avete già scritto tutto e criticato in maniera estesa", ha spiegato il giudice.

"Intorno al processo c'e' tanta confusione: sono finite le tracce migliori - 31G19 e 31G20 su leggings e slip - ma ci sono ancora i reperti e gli estratti". Ma in quella traccia il Dna mitocondriale (indica la linea materna, ndr) non corrisponde a Bossetti. Per l'accusa si tratta di un'anomalia che non inficia il resto in quanto solo il Dna nucleare ha valore forense, diversamente invece per la difesa quella anomalia potrebbe portare all'assoluzione del loro assistito.

In particolare, gli avvocati di Bossetti tornano a chiedere una nuova perizia del Dna.

La difesa di Bossetti: "Nel dubbio va assolto". Gli avvcati del muratore di Mapello citano il caso O.J. Simpson come esempio di stato di diritto e ai giudici dicono: "Cercheremo di convincervi che i dati presenti nel fascicolo non consentono di condannare Massimo Bossetti e voi dovrete essere sicuri oltre ogni ragionevole dubbio che quest'uomo è colpevole. Se i dubbi permarranno, voi dovrete assolverlo", ha aggiunto Salvagni. Questo, ha attaccato il difensore di Bossetti, è "lo stile dall'accusa", mentre "noi siamo sereni, perché sappiamo di essere dalla parte giusta e abbiamo le carte dalla nostra parte".

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