La Corte dei Conti boccia la spending review: "Non ha prodotto risultati"

Geronimo Vena
Giugno 28, 2017

Secondo Buscema, la spending review "non ha prodotto i risultati sperati".

La Corte dei conti punta il dito contro il livello troppo elevato del nostro debito pubblicoe, ancora una volta, sulle misure anticorruzione, ancora insufficienti a combattere un fenomeno "devastante". Il rigore resta dunque "una via obbligata". Ecco che, aggiunge, "è essenziale che il nostro Paese mostri una ferma determinazione a perseguire una duratura riduzione del debito pubblico". Ma, avverte, anticipando iin qualche il messaggio al Parlamento e al Governo contenuto nella relazione sul Rendiconto dello Stato, "l'indirizzo rigoroso impresso alla gestione della finanza pubblica non deve essere visto come l'adesione a regole imposte dall'esterno, quando piuttosto una via obbligata da perseguire responsabilmente".

L'Italia cresce troppo poco.

Oltre al debito pubblico, l'Italia però ha anche il problema della debolezza della crescita economica.

Roma, 27 giu. (AdnKronos) - Il recupero della crescita in Italia "appare ancora troppo modesto".

Per la Corte dei Conti "l'elemento di maggiore vulnerabilità dell'economia italiana" è "l'elevato debito pubblico" e per questo viene suggerito di "proseguire lungo un percorso di rientro molto rigoroso", a prescindere dai "vincoli fissati con le regole europee sui conti pubblici". La valutazione sui conti dello Stato del 2016 "è per vari aspetti positiva" poiché si evidenzia una sostanziale tenuta dei conti entro un quadro d'assieme che vede progressivamente ricondotti all'equilibrio di bilancio alcuni principali comparti quali quelli riguardanti le Amministrazioni locali, "assegnandosi allo Stato centrale un ruolo strategico nel perseguimento degli obiettivi programmatici", ha detto Scarfizzi.

Vengono praticamente bocciate le iniziative che sono state adottate per la spending review.

Resta, quindi, "ancora attuale la necessità di una revisione attenta di quanto può, o non può più, essere a carico del bilancio dello Stato, in un processo di selezione della spesa attento a non incidere negativamente sul potenziale di crescita del Paese", ha concluso. Parliamo di sanità, servizi e opere pubbliche. Aveva inoltre fornito nei giorni scorsi i dati sul periodo 2014-2017 con tagli di spesa per 30 miliardi di euro. Secondo la Corte dei conti negli ultimi anni "è emersa l'esigenza di una verifica dei risultati piu' rispondente a dati reali", anche se rimane confermata "la centralità del programma di razionalizzazione delle procedure tramite Consip nelle politiche di contenimento sella spesa".

La corruzione va affrontata "in una logica sistematica che tenga in adeguata considerazione la diffusività del fenomeno e l'insufficienza delle misure finora apprestate dall'ordinamento". Ad affermarlo è anche il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato.

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