Latina, espone lo striscione "W la fica" durante il Gay Pride: arrivano

Ausiliatrice Cristiano
Giugno 26, 2017

Un concetto che spesso cozza quando è in contrasto con i propri diritti. "'W la F...'. L'imprenditore ha voluto provocare una reazione in merito al gay pride in svolgimento oggi a Latina".

Naturalmente l'episodio sta facendo discutere.

È parlando apertamente di grande passione "per la fica" che Il Giornale torna a cadere nel tragicomico con l'ennesimo articolo vittimistico in cui si sostiene che i pride siano un insulto a chi della "fica" ha fatto la sua ragione di vita, magari organizzando "cene eleganti" con schiere di olgettine o calcando gli altari delle chiese per raccontare ai presenti di come si siano ingravidate sue moglie diverse.

"Non sono un omofobo ho voluto solo riaffermare i miei gusti sessuali", ha scritto l'autore della provocazione. Io oggi mi amo tantissimo e se lo posso fare è anche grazie a voi e al vostro supporto. Niente è banale, la mia azione provocatoria è per sottolineare il fatto che viviamo in un mondo ricco di ipocrisie. "Ci permettiamo di dire da questo palco che c'è davvero bisogno davvero che tutti capiscano e credano che le differenze sono un valore da non allontanare, perché questo distacco non è che la base culturale e sociale di un modello di società del quale siamo stanchi". Nessuna! Perché dobbiamo creare minoranze? Perché farne una manifestazione? Purtroppo è durata poco la mia libertà, mi hanno costretto con le buone maniere a togliere il mio manifesto. Quest'ultimo è nato e cresciuto a Latina ed è gay dichiarato. Per un "auto-promozione" di genere dal retrogusto goliardico che però non dev'essere piaciuta a qualcuno. Più positiva la Briganti, che ha definito la giornata di ieri come "la conclusione di un percorso difficile" e il centro storico del capoluogo, così agghindato a festa, come "il simbolo di un cambiamento in cui si può finalmente sperare".

Intanto sui social network circola la voce che l'uomo sarebbe stato denunciato e multato, che lascia perplessi molti utenti della Rete. "Affermare la cultura delle differenze - ha proseguito il governatore del Lazio - vuol dire che deve cambiare il welfare: da questo punto di vista sono orgoglioso di poter dire che, anche grazie alle tante associazioni che hanno promosso questo appuntamento, il Lazio è forse la prima regione italiana che ha aperto lo scorso anno una casa di accoglienza per tutti quei ragazzi e quelle ragazze che abbandonati o cacciati di casa o picchiati per il loro orientamento sessuale rimanevano soli".

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