Polizze vita dormienti: in Italia sono almeno 4 milioni

Paterniano Del Favero
Giugno 24, 2017

Molte volte i beneficiari non si fanno avanti perché non sanno di esserlo: nella polizza, infatti, i nomi dei destinatari della polizza sono indicati in modo generico, ad esempio con la dicitura 'eredi legittimi'. Lo ha detto Salvatore Rossi, presidente dell'Ivass e dg della Banca d'Italia, presentando a Roma la relazione annuale dell'Autorità di vigilanza sulle assicurazioni.

I premi nel 2016 sono scesi dell'8,7%. Ma per risolvere il problema, segnala Rossi, occorre un intervento del governo per modificare norme di legge "evidentemente imperfette". E così le compagnie assicurative trattengono i premi.

"La prima si è tradotta in una riduzione dei sinistri e quindi ha spinto le imprese a contenere i prezzi - aggiunge Rossi -". "Se da un lato si riduce la forbice tra i prezzi delle assicurazioni italiane e quelle europee, sulle polizze rc auto resta ancora abnorme il divario tra nord e sud Italia - spiega il Presidente Carlo Rienzi - Ancora oggi e nonostante le nostre tante denunce esistono aree del paese dove assicurare una automobile rimane proibitivo".

"Stando ai dati dell'Ivass il costo medio di una polizza ammonta a 420 Euro".

Nei bilanci delle assicurazioni italiane ci sono 4 milioni di polizze vita "dormienti", che sono scadute negli ultimi 5 anni ma non sono state liquidate perché i beneficiari spesso non sanno di esserlo. Particolarmente forte la riduzione delle polizze finanziarie (-25%), che però hanno ripreso a correre a inizio 2017.

Se si "considera che il taglio minimo per [questo tipo di polizze] è di 1.000 euro sono almeno 4 miliardi" che le compagnie assicurative dovrebbero sborsare, ha spiegato Rossi illustrando la relazione alla stampa. Il divario all'interno del paese si è tuttavia ridotto anch'esso. Più contenuta la flessione del comparto auto (-3,1%) e salito invece del 3% il comparto auto non danni.

Nel confronto internazionale, il presidente dell'Autorità ha rilevato che, "sulla base dei dati dell'Ocse fermi al 2015, le compagnie italiane sono più profittevoli di quelle francesi e tedesche", proprio grazie alla "concentrazione dei loro investimenti nei titoli pubblici italiani, più redditizi perché giudicati più rischiosi dai mercati finanziari". D'altra parte, nelle banche "l'unico presidio in caso di perdite non previste è il capitale, belle assicurazioni il primo presidio sono gli attivi a copertura delle riserve tecniche, poi viene il capitale".

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