Fece esplodere una palazzina a Milano, condannato all'ergastolo

Ausiliatrice Cristiano
Giugno 20, 2017

MILANO Ha ascoltato impassibile la sentenza di condanna all'ergastolo Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario di 52 anni responsabile dell'esplosione in via Brioschi costata la vita alla moglie e a due ragazzi che dormivano nella casa accanto. Nell'esplosione morirono anche i vicini di casa Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa.

Due i capi di imputazione per Pellicanò, condannato sia per strage che per devastazione aggravata. Peraltro una perizia psichiatrica, contestata dalla procura e dalle parti civili, aveva concluso che l'uomo era parzialmente incapace di intendere e di volere ai tempi della strage, perché gravemente depresso. Esclusa l'aggravante per i futili motivi.

I familiari delle tre vittime non hanno trattenuto le lacrime in aula e si sono abbracciati piangendo. "La sentenza però - hanno chiarito - non ci restituirà nostra figlia". Alle due figlie minori di Pellicanò e Masella vanno 400mila euro ciascuna, 350mila euro invece per ciascuno dei genitori delle vittime. Piccole somme, sotto i 5mila euro, sono state riconosciute anche ai vicini di casa che ebbero gli appartamenti danneggiati dallo scoppio.

"Soddisfatta" della sentenza la mamma di Micaela Masella.

I fatti contestati a Pellicanò risalgono al giugno del 2016 quando l'uomo - per sua stessa ammissione - svitò un tubo del gas della cucina, provocando la deflagrazione. La difesa aveva sostenuto che il pubblicitario non aveva intenzione di uccidere che ha tentato di dimostrare che non si figuravano i reati di strage e devastazione. Ma il giudice milanese non ha tenuto conto dell'esito della perizia sullo stato di seminfermità mentale dell'imputato e lo ha anche condannato a 5 anni di libertà vigilata una volta finita di scontare la sua condanna.

Pellicanò per tutta la durata delle indagini ha continuato a dichiararsi innocente, tanto che il pm Elio Ramondini aveva chiesto l'ergastolo lo scorso 5 giugno, non solo perché aveva provocato la morte di 3 persone, ma anche perché "ha continuato a dire tante bugie per rimanere impunito".

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