Brexit, a Bruxelles il via ufficiale ai negoziati

Bruno Cirelli
Giugno 20, 2017

Il capo-negoziatore Ue si è augurato di fare una prima relazione al Consiglio europeo di giovedì e di poter dire che "abbiamo avuto un inizio costruttivo dei negoziati".

I negoziati sono davvero importanti. E non solo perchè andranno a definire i nuovi rapporti tra Londra ed Europa, ma perchè la Gran Bretagna è la prima ad uscire dall'Ue. "L'intero processo porterà a una risoluzione felice del rapporto, con profitto e onore per entrambe le parti".

Arnaud Masset e Yann Quelenn, analisti di Swissquote, sottolineano che, con l'avvio delle trattative per l'uscita della Gran Bretagna dall'Eurozona, "gli investitori rimangono per ora straordinariamente costruttivi sulla sterlina preferendo vedere il bicchiere mezzo pieno".

Intanto la Bbc rivela che nel 2018 non ci sarà il Queen's Speech (il discorso in cui la regina legge il programma annuale di governo alla Camere) a causa degli impegni che lo stesso esecutivo prevede d'avere nei negoziati sulla Brexit. Le trattative per formare il governo con gli unionisti nordirlandesi ancora non si sono chiuse e l'incendio della Grenfell Tower ha scatenato le proteste di piazza contro i conservatori. Il Sole 24 ORE si riserva di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l'ora e indirizzo IP del computer da cui vengono pubblicati i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Si trincererà su posizioni oltranziste per nascondere la loro debolezza?

Tutto questo non va a favore di una hard Brexit, come vuole la premier, ma potrebbe portare ad una soft Brexit, con un'accordo simile a quello in vigore tra l'Ue e la Norvegia. L'esito delle elezioni complica, se possibile ancora di più, il già complesso quadro dei negoziati: il tempo stringe e su alcuni punti della Brexit - tre in particolare - c'è disaccordo totale tra le parti.

Per gli altri Paesi dell'Ue, un negoziato per la Brexit basato sull'affiliazione all'AEE dovrebbe essere perfettamente accettabile, addirittura gradito.

Anche i leader europei sono sotto pressione. Infatti per l'Europa una chiusura alla libera circolazione delle persone comporterebbe automaticamente una chiusura al mercato unico. Ma certo l'impatto della Brexit sulla sterlina è stato forte: la valuta britannica ha perso il 14% circa dal referendum dello scorso 23 giugno, contribuendo all'aumento delle pressioni inflazionistiche a fronte di segnali di rallentamento dell'economia.

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