Ragusa: "torturavano" i bambini dell'asilo, rinviate a giudizio due maestre

Senesio Mele
Giugno 17, 2017

"Sei un bambino insopportabile!È un incubo...". L'altra maestra diceva a un bambino: "se piangi ancora ti lascio solo, non lo fare più, non ti azzardare.".

Arriva il rinvio a giudizio per due maestre di un asilo di Modica, nel ragusano accusate di maltrattamenti sugli alunni.

Nei video si sentono le maestre alzare la voce e intimare a uno dei piccoli: "Alzati, ti do tanti di quegli schiaffoni!". Come abbiamo già detto, la prima inchiesta h preso il via a giugno del 2016 a seguito delle segnalazioni di un gruppo di genitori che dovettero far fronte all'improvviso al rifiuto dei figli a recarsi all'asilo; i genitori nello specifico hanno contattato il preside della scuola, e nonostante il suo impegno nella questione, non era riuscito ad arrivare ad una risposta definitiva, e le due donne avevano continuato a svolgere il loro compito.

Le indagini erano state avviate dopo la segnalazione alla squadra mobile di Ragusa da parte dei genitori dei bambini, che si rifiutavano di andare a scuola.

A quel punto ci si è rivolti alle autorità che hanno avviato una delicatissima indagine che ha portato all'accusa, accusa sostenuta anche da intercettazioni video ambientali eseguite dalla squadra mobile e la cui diffusione è stata autorizzata dalla Procura.

Il rinvio a giudizio è conseguenza del rigetto, da parte del Gip, della richiesta della procura della Repubblica di applicazione della misura cautelare. E lei di rimando: "Niente, te ne vai. grazie". E poi definisce un altro bambino "un rimbecillito, un tormento che poi si permette di dire che i compagni non vogliono giocare con lui". Il Gip, all'epoca, aveva valutato non sussistente l'abitualità del reato ovvero uno degli elementi costitutivi del reato di maltrattamenti. "In particolare le due donne dovranno rispondere di maltrattamento degli alunni, a loro affidati per ragioni di istruzione ed educazione", fatti commessi con "rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri ed in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione". L'inizio del dibattimento è previsto per il 5 marzo 2018, una data molto lontana che da l'idea di quanti rallentamenti possa trovare sulla propria strada anche un procedimento penale per fatti così gravi.

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