Renzi, mai norma contro la SVP

Senesio Mele
Giugno 10, 2017

Se si votasse oggi, per Montecitorio sarebbe in vigore una legge proporzionale con premio di maggioranza per la lista che superasse il 40%, e soglia di sbarramento al 3%; per Palazzo Madama nessun premio di maggioranza, ma soglie all'8% per le liste coalizzate e al 3% per quelle che corrono da sole. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, a Ore Nove, l'appuntamento quotidiano con la rassegna stampa di 'Pd Bob'. Hanno la stessa autorevolezza di quando parlano di scie chimiche e vaccini. Non si deve fare una legge contro gli altri, contro i principali partiti. Non facciamo una legge con cui regaliamo il ruolo delle vittime in campagna elettorale agli altri.

"Ora se ci sono le condizioni per fare una bella legge tutti assieme lo vedremo, permettetemi di non essere particolarmente ottimista", ha detto l'ex premier. Come tutti sappiamo e come è stato più volte affermato sia in sede di Commissione che di discussione in Aula, il testo del relatore Fiano non era soggetto ad eventuali modifiche su alcun punto della legge elettorale. Per noi c'è il desiderio di occuparsi di tre parole: "lavoro, casa e mamme".

Sulla legge elettorale, ha poi rimarcato Renzi, "nessuno di noi chiede un decreto". Per Renzi, quello di ieri, è stato un "fallimento impressionante", ma l'aver accettato il tedesco "che non era nella storia del Pd, è stato giusto, avevamo il dovere di stare dentro questo accordo". "Noi siamo al governo del Paese con il presidente Gentiloni e con la squadra dei ministri".

"I Cinquestelle in questa vicenda sono stati inaffidabili".

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