Trapani, arrestati per corruzione l'ex sindaco Girolamo Fazio e un imprenditore

Barsaba Taglieri
Mag 20, 2017

Oltre all'onorevole Fazio sono stati arrestati, Giuseppe Montalto, funzionario del gabinetto dell'assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, segretario particolare dell'assessore Pistorio, e l'armatore della Liberty Lines, ex Ustica Lines, Ettore Morace.

Il gruppo parlamentare del M5s all'Assemblea siciliana sostiene che "Crocetta farebbe bene a dimettersi", ma Crocetta ribatte di non aver ancora ricevuto l'avviso di garanzia perché si trova in viaggio e, comunque, di non aver commesso alcun illecito. Stesso compenso per un collaboratore della senatrice di Ap, Marcello Di Caterina che oggi ha consegnato l'orologio ai carabinieri a casa sua per una perquisizione.

Adesso, sembra che ci sia anche il nome del governatore della regione siciliana, Rosario Crocetta, tra gli indagati nell'inchiesta. Un atto di cortesia?

Simona Vicari, 50 anni, ex sindaco di Cefalù e già nel Pdl prima di passare al Nuovo centrodestra di Alfano e ora in Area Popolare, sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture nei governi Letta e Renzi e ora in quello Gentiloni, è indagata per corruzione.

Le intercettazioni danno una versione dei fatti che appare inequivocabile. "Zio Nunzio ci ho pensato ce lo voglio fare il regalo, quei due regali a questi due personaggi", dice Morace non sapendo di essere intercettato.

Al momento non è stato possibile avere un commento dalla sottosegretaria Vicari. E per questa operazione, che avrebbe fatto risparmiare a Morace circa 6-7 milioni di euro, il sottosegretario avrebbe ricevuto da lui un Rolex del valore di 5.800 euro.

Secondo le fonti, Vicari avrebbe presentato l'emendamento in cambio di un orologio Rolex. Dopo pochi giorni, il 24 dicembre, Vicari al telefono lo ringrazia. "Sei stato davvero un tesoro", gli dice. Avrebbe "attivamente concorso a determinare - secondo quanto ricostruito dagli inquirenti - l'approvazione dell'articolo 1 della legge 232/2016 (legge finanziaria, ndr), la norma con cui il trasporto marittimo veniva assoggettato a un'aliquota pari al 4% anziché a quella del 10%, avvantaggiando le attività d'impresa di Morace con una conseguente e cospicua perdita secca in termini di gettito erariale". Di fatto, con la decisione del Tar, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro.

Crocetta, prosegue l'esponente siciliano di Sinistra Italiana, a prescindere dal suo coinvolgimento nell'inchiesta deve assumersi la responsabilità politica, insieme al Partito Democratico, di un generale clima di corruzione che sta distruggendo la credibilità delle istituzioni agli occhi dei cittadini.

Nonostante la pronuncia assolutoria, per i giudici di appello il senatore D'Alì è stato nel tempo protagonista di una "accertata condotta illecita", per via anche dei rapporti con i famigerati mafiosi Messina Denaro, Francesco e Matteo, padre e figlio, il primo morto nel 1998, l'altro latitante dal 1993.

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