Riforma statali, licenziati se bocciati per tre anni di fila

Barsaba Taglieri
Mag 20, 2017

Giornata di ieri finalmente campale per il nodo contratti statali, con la riforma Madia sul Pubblico Impiego finalmente licenziata dal Consiglio dei Ministri allegato al fronte vaccini: il Testo Unico del pubblico impiego e quello sui premi di produttività, ovvero gli ultimi due decreti attuativi della riforma Madia, sono finalmente legge.

Sui licenziamenti disciplinari la valutazione verrà effettuata tenendo conto di due diversi fattori: quello economico legato al contrato e quello disciplinare che invece spetta all'amministrazione.

Licenziamenti. Lo statale "bocciato" per tre anni di fila - e non in uno solo - sarà licenziato. Resta anche la disposizione in base alla quale "la violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa, che abbia determinato la condanna dell'amministrazione al risarcimento del danno, comporta comunque nei confronti del dipendente responsabile l'applicazione della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi".

STOP PREMI A PIOGGIA - "La valutazione nella pubblica amministrazione non serve a fare liste di buoni o cattivi o a togliere per forza in una logica punitiva centinaia di euro a stipendi non altissimi" ha spiegato il ministro Madia. "Dobbiamo chiarire - ha specificato il ministro senza portafoglio Marianna Madia - osa si intende per valutazione negativa".

Il prossimo passo dovrebbe essere lo sblocco dei contratti nel pubblico impiego. "Abbiamo bisogno di far entrare i giovani, ma non di qualunque professionalità, di quelle che servono". I termini però saranno perentori. Saranno, infatti, ammessi al piano tutti coloro che risultano titolari di un rapporto di lavoro dal momento in cui e' scattata la riforma 'madre', da cui i provvedimenti in questione discendono (28 agosto 2015). Tutti precari devono comunque aver partecipato ad un concorso.Proprio questo allargamento della platea dei precari risponde ad una delle domande più pressanti arrivate dai sindacati, richieste in linea con i pareri delle commissioni parlamentari. Per le visite fiscali sarà previsto un polo unico presso l'Inps con orari identici a quelli previsti per i lavoratori privati.

Dal 1° settembre tornerà all'Inps il compito di guidare le visite fiscali. "L'iter è continuato nel modo che doveva avere" ha aggiunto. Quindi, aggiunge, non si è trattato di norme "sbandierate", ci sono le "prove" della loro efficacia.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE