Banche venete, Ue ha chiesto intervento aggiuntivo privati per circa 1 mld

Paterniano Del Favero
Mag 20, 2017

In realtà no: secondo le ultime indiscrezioni di stampa, la cifra necessaria per mettere in salvo i due istituti di credito veneti continuerà ad essere pari a 6.4 miliardi di euro. Bruxelles avrebbe chiesto un miliardo in più per concedere il via libera dello Stato.

Una novità dell'ultima ora potrebbe far cambiare completamente il quadro relativo al salvataggio di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza.

Ora come ora il piano di salvataggio sta continuando a prendere in considerazione i 6.4 miliardi di euro di cui prima. La questione pare aver ad oggetto le valutazioni sui 18,7 miliardi di crediti deteriorati di cui 9,6 miliardi sono sofferenze svalutate del 62% e del 59,4% rispettivamente per Popolare Vicenza e Veneto Banca. La vera novità, come si evince dal commento del quotidiano di Confindustria, non starebbe solo nella nuova richiesta di liquidità formulata dall'Europa ma dall'ordine tassativo che questo miliardo di euro non derivi da un intervento statale ma dall'azione dei privati. La svalutazione, e quindi la conseguente perdita, era attesa e la legislazione europea impone che a coprirla non possano essere istituzioni pubbliche: devono pensarci i privati. Il contributo dello Stato si ridurrà da 4,7 a 3,7 miliardi, mentre quello dei privati salirà di un miliardo, rispetto agli attuali 940 milioni derivanti dall'anticipo di dicembre di Atlante e dai 700 milioni ricavati dalla conversione dei bond subordinati. Ma questa somma dovrà essere a carico di privati e non dello Stato.

Serve davvero un altro miliardo di euro per riportare un po' di calma tra i corridoi di Veneto Banca e Popolare di Vicenza?

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