L'export italiano va alla grande. Cresce il surplus commerciale a marzo

Paterniano Del Favero
Mag 19, 2017

L'ampio incremento congiunturale dell'export, spiega l'Istat, è trainato dalle vendite verso i mercati extra Ue (+6,5%) mentre per l'area Ue (+2,1%) si registra un aumento più contenuto.

A marzo, su base mensile, tutti i principali raggruppamenti di industrie sono in crescita, a eccezione dell'energia (-7,6%). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (23 a marzo 2017 rispetto a 22 di marzo 2016), l'aumento risulta più contenuto: +14,1% per l'import e +12,4% per l'export. Le importazioni (+3,3%) registrano una crescita di poco superiore a quella delle esportazioni. Stazionarie rispetto a febbraio le importazioni, mentre l'incremento dell'import rispetto a un anno prima (+16,3%) è più sostenuto dall'area extra Ue (+19,0%).

"I dati odierni testimoniano di nuovo un export italiano in grande espansione sui mercati asiatico e nordamericano e confermano la bontà della strategia seguita dal Governo con il 'Piano per la promozione del Made in Italy', che punta proprio su quei mercati, come dicevo ieri".

Scendendo nel dettaglio del report Istat sulla bilancia commerciale italiana si può notare come i settori più esposti alle vendite, e dunque alle esportazioni, siano stati i prodotti petroliferi raffinati a +47,1%, gli autoveicoli a +28,1% e gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici a +22,8%.

I dati provvisori diffusi oggi dall'Eurostat sugli scambi commerciali dell'Unione Europea nel primo trimestre dell'anno in corso, mostrano segnali di forte vivacità poiché sia le esportazioni che le importazioni dell'UE hanno registrato - su base tendenziale - tassi di crescita particolarmente positivi.

A marzo l'area extra Ue segna +15,1% sull'anno e quella Ue +14,1%. A marzo 2017 le esportazioni verso Cina (+32,3%) e paesi ASEAN (+31,1%) registrano una marcata crescita tendenziale. Molto bene nel mese di marzo del 2017, riporta altresì l'Istat nel Rapporto 'Commercio con l'estero e prezzi all'import dei prodotti industriali', pure l'export verso la Polonia con un +24,5%, verso la Romania (+25,2%) e verso la Spagna (+23,4%). La diminuzione dipende principalmente dalle dinamiche del comparto energetico.

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