Legge anti cyberbulli, via dal web insulti e soprusi

Paterniano Del Favero
Mag 19, 2017

Con un voto unanime (432 favorevoli, nessun contrario) la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge che introduce le disposizioni per la tutela dei minori e la prevenzione contro il fenomeno del cyberbullismo.

In conclusione il pendolo del legislatore, che ha oscillato soprattutto sulla necessità di una risposta anche di natura penale, si è fermato su una soluzione che molto scommette sull'aspetto preventivo ed educativo.

Il testo agisce solo sul fenomeno cyberbullismo, mentre il bullismo che era presente nella versione elaborata in seconda lettura dalla Camera è stato stralciato. La prima riguarda senz'altro la definizione di cyberbullismo - e quindi di cyberbullo -, ossia una serie di comportamenti che si concretizzano in aggressioni, molestie, forme di ricatto, diffamazione, furto di identità, trattamento illecito di dati personali o ingiuria attuati attraverso il web.

Il minore sopra i 14 anni vittima di cyberbullismo, oppure anche il genitore, può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. Un ruolo prettamente organizzativo per il quale potrà avvalersi anche della collaborazione delle Forze di Polizia e dei "centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio".

Ultime notizie scuola, mercoledì 17 maggio: c'è l'OK della Camera alla legge contro il cyberbullismo: ecco tutte le novità. "Oggi possiamo dire di essere stati di parola" afferma in un comunicato Elena Ferrara, senatrice del Partito Democratico, dopo l'approvazione della legge sul cyberbullismo. Il nuovo testo approvato dal Senato, prevede (articolo 1) che chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minore difesa, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. È la prima volta che l'ordinamento definisce fenomeno e reato.

Nelle scuole andrà individuato, tra i professori, una figura di riferimento per tutte le iniziative antibullismo.

Convincente anche perché il profilo sanzionatorio è comunque garantito dal fatto che quando, in caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, non vi sia una querela o denuncia, il cyberbullo, così come già previsto per lo stalking, potrà essere formalmente ammonito, a seguito di convocazione con il genitore, dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. Gli effetti dell'ammonimento terminano se maggiorenni. Il minore con età superiore ai 14 anni potrà infatti rivolgersi direttamente al gestore del sito internet o del social media per ottenere l'oscuramento o la rimozione del sito/pagina. In particolare, le linee di orientamento dovranno prevedere una specifica formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti.

Sempre in ambito scolastico, il dirigente ha l'obbligo di informare i genitori o i tutori dei minori coinvolti in episodi di cyberbullismo.

CHI VIGILA: Con decreto del presidente del Consiglio, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, coordinato dal ministero dell'Istruzione, dell'universita' e della ricerca.

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