Lavoro, dati Inps: crollo assunzioni a tempo indeterminato e più licenziamenti

Paterniano Del Favero
Mag 19, 2017

Le imprese hanno invertito la rotta tornando ad orientarsi sui contratti a termine, esattamente come prima del Jobs Act e della legge di Stabilità per il 2016.

I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell'Inps (www.inps.it) nella sezione Dati e analisi/Osservatori Statistici, report dal titolo "Osservatorio sul precariato", dove ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato, escluse naturalmente le trasformazioni, sono state 310.004 (-7,6% sul 2016) mentre quelle a termine 981.996 (+16,5%).

Anche le stabilizzazioni dei contratti sono in aumento, in totale del 16,2%. Nelle aziende con oltre 15 dipendenti i licenziamenti per motivi disciplinari (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) tra gennaio e marzo 2017 sono stati 8.758 a fronte dei 6.545 dello stesso periodo 2016 (+29,3%) e dei 5.027 dei primi tre mesi 2015 (+68,45%). Nei primi tre mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +322.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+266.000). In particolare sono cresciute le assunzioni a tempo determinato nei comparti del commercio, turismo e ristorazione (+28,3%) e delle costruzioni (+19,7%).

Nel periodo preso in esame le assunzioni riferite ai soli datori di lavoro privati sono risultate 1.439.000: sono aumentate del 9,6% rispetto a gennaio-marzo 2016. Negli stessi settori si osserva inoltre una crescita anche delle assunzioni in apprendistato (+ 35,8% nel commercio, turismo e ristorazione, + 22,1% nelle costruzioni). Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+22.000), dei contratti di apprendistato (+40.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+315.000, inclusi i contratti stagionali).

Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-marzo 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.500 euro (32,7% contro 35,4% di gennaio-marzo 2016).

Continuano invece a salire le cessazioni dei rapporti di lavoro anche nei primi tre mesi del 2017. E continuano ad aumentare i licenziamenti di lavoratori a tempo determinato: tra gennaio e marzo infatti ne sono stati licenziati 143 mila, in aumento del 2,9% rispetto al dato di gennaio-marzo 2016. Il saldo tra i nuovi posti a tempo indeterminato e le cessazioni di contratti stabili è pari a 17.537 nel primo trimestre dell'anno, contro il saldo di 41.731 posti stabili dello scorso anno. "Significativa" invece la contrazione delle dimissioni: -3,5% rispetto a gennaio-marzo 2016.

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