Facebook-Whatsapp, multa Ue da 110 milioni

Paterniano Del Favero
Mag 19, 2017

La multa è stata calcolata in rispetto alle regole europee sulle fusioni. Nel 2014 Facebook aveva assicurato alla Commissione Ue di non poter fare collegare gli account Facebook con quelli di Whatsapp, cosa invece realizzata nel 2016. Dopo la Ue, l'Italia e la Francia che hanno già, ognuna secondo la propria legislazione, comminato multe al social in blu, nuovi procedimenti a danno di Facebook sono aperti in Olanda, Belgio, Spagna e Germania. L'anno scorso, tuttavia, WhatsApp ha aggiornato la sua politica sulla privacy comunicando che può collegare i numeri di telefono degli utenti di WhatsApp con i loro account Facebook. Né WhatsApp, né Facebook, né nessun altro. La Commissione ha scoperto che già due anni prima si lavora a questa possibilità.

Il 20 dicembre 2016, la Commissione ha inviato una comunicazione 'Statement of Objections' a Facebook in cui ha descritto le sue preoccupazioni.

La società di Zuckerberg ha poi ammesso l'irregolarità, collaborando con la Commissione.

"La decisione indica chiaramente alle aziende che devono rispettare tutti gli aspetti delle norme di fusione UE, compreso l'obbligo di fornire informazioni corrette". La Commissione, aggiunge Vestager, "deve poter prendere le sue decisioni" in materia di concentrazioni "in piena cognizione di causa". Tra i colossi all'attenzione della Commissione europea anche Microsoft al quale il 6 marzo 2013 è stata imposta una multa da 561 milioni di euro per non aver rispettato l'impegno di offrire agli utenti la possibilità di scelta fra vari browser per la navigazione su Internet. Di qui la sua negligenza nella violazione degli obblighi procedurali. Anche WhatsApp multata per 3 milioni di euro, intanto. "Abbiamo operato in buona fede a partire dalle prime interazioni con la Commissione", commenta Facebook. "L'annuncio di oggi chiude la questione".

Ecco perché è stata staccata la sanzione, che comunque non ha alcun effetto retroattivo sull'autorizzazione all'acquisizione concessa nell'ottobre del 2014. La causa della sanzione è quella di aver fornito informazioni fuorvianti nel momento dell'acquisto di WhatsApp avvenuto nel 2014 per 19 miliardi di dollari. Facebook, in questo senso, ha commesso due infrazioni.

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